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La scomparsa di Baresi e il silenzio di Ibrahimovic: ipotesi assenza ai funerali che fa discutere i tifosi del Napoli

Di Sabino Pardi3 Agosto 2026 - 17:433 minuti fa 3 min di lettura
La scomparsa di Baresi e il silenzio di Ibrahimovic: ipotesi assenza ai funerali che fa discutere i tifosi del Napoli

La notizia è arrivata come un colpo secco per chi ha seguito con rispetto e ammirazione la leggenda di Baresi. Zlatan Ibrahimovic, uno dei volti più iconici del calcio contemporaneo, ha deciso di non partecipare ai funerali dell’indimenticabile campione rossonero, stroncato a soli 66 anni. Una scelta che fa discutere e divide le opinioni, anche tra i tifosi azzurri.

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Come emerge da quanto riportato da www.areanapoli.it, il silenzio di Ibrahimovic sui social e la sua assenza alla cerimonia funebre hanno subito alimentato domande e reazioni, soprattutto perché parliamo di due simboli del calcio italiano che hanno segnato epoche diverse ma con impatti fortissimi. Per il Napoli e i suoi tifosi, che da sempre ammirano la grande storia del calcio nazionale, questa scelta non può passare inosservata.

Nel clima caldo che avvolgeva la morte di Baresi, la mancata presenza di Ibrahimovic appare come un episodio capace di accendere dibattiti ben oltre le tifoserie. C’è chi si chiede se dietro a questa decisione non ci siano motivazioni personali o semplicemente un modo diverso di vivere il lutto, ma resta il fatto che la figura di Baresi rappresenta qualcosa che va oltre i colori e gli schieramenti. Per i tifosi del Napoli, che vedono in certi gesti il rispetto verso la memoria e la storia del calcio, questa assenza suona quasi come un’assenza di rispetto.

Ma cosa significa davvero per il calcio italiano e per chi segue il Napoli questa vicenda? In un periodo in cui la società azzurra cerca continuità e riconoscimento, anche fuori dal campo, ogni gesto conta. Il silenzio o la distanza di personaggi del calibro di Ibrahimovic possono essere letti come un campanello d’allarme su come il mondo del calcio stia evolvendo, con legami sempre più fragili e meno intensi tra il passato glorioso e il presente. E se da una parte il Napoli scrive le sue pagine con spessore e orgoglio, dall’altra c’è la sensazione che certi valori rischiano di essere messi in secondo piano.

Il pensiero più ricorrente tra i tifosi azzurri è chiaro: “Il Napoli deve dare un segnale”. Non solo dentro il campo, ma anche nel modo di onorare la storia del calcio italiano, che ha sempre rappresentato un punto di riferimento e di identità per la città e per la sua gente. La vicenda di Ibrahimovic, a dispetto della sua grandezza calcistica, apre un confronto sulle priorità e sulle sensibilità che ogni atleta e ogni società dovrebbero avere.

La piazza napoletana, così attenta a ogni dettaglio che riguarda il calcio, aspetta risposte concrete. Non serve un gesto plateale, ma una consapevolezza più profonda del valore della memoria. E questa situazione, segnata dall’assenza di chi ha sempre parlato da protagonista, lascia un interrogativo pesante: come si costruisce davvero il rispetto tra generazioni? Il Napoli, con la sua storia recente e la sua ambizione, può e deve porsi in prima linea in questa riflessione.

La domanda, adesso, resta sul tavolo. E i tifosi, questa volta, non sembrano disposti a far finta di nulla. Perché in una città come Napoli, dove il calcio è passione e identità, certe scelte e certi silenzi pesano più di qualsiasi parola. Sarà davvero solo una questione privata, o dietro la mancata presenza di Ibrahimovic si nasconde qualcosa di più profondo? Il punto è capire fino a quando questa situazione potrà reggere. Ora la palla passa ai fatti, non più alle parole. Perché a Napoli certe scelte non restano mai neutre.

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