Addio a Giovanna Russo, un volto discreto del Napoli che non dimenticheremo
Il mondo del Napoli piange la scomparsa di Giovanna Russo, una dipendente fedele che ha dedicato anni al club, contribuendo dietro le quinte mentre noi tifosi ci esaltavamo per goal e scudetti. Non era una stella del campo, ma una di quelle figure silenziose che tengono in piedi la baracca, proprio come i vecchi magazzinieri o le segretarie che hanno visto passare Maradona e ora Osimhen.
E in questi momenti, arriva il messaggio ufficiale della società: “Il presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Giovanna Russo, per molti anni dipendente del club, manifestando la più sentita vicinanza alla sua famiglia”. Parole giuste, certo, ma facciamoci una domanda: quante volte il Napoli ha celebrato davvero i suoi “invisibili”? Sembra un copione standard, ma per noi partenopei dovrebbe essere un richiamo a valorizzare chi resta fedele nei bassi fondi.
Paragonate questo al passato, quando il Napoli di Ferlaino aveva un’anima più familiare, o a club come la Juventus che santificano ogni ex dipendente. Qui, tra alti e bassi, Giovanna era un simbolo di quella lealtà che manca ai mercanti di oggi – pensate ai giocatori che scappano al primo offerente. Ironico, no? Mentre ADL pensa ai bilanci, persone come lei ricordavano cos’è il vero Napoli.
Ai tifosi veri: alziamo un bicchiere a Giovanna, non solo per il lutto, ma per ricordarci che il club è fatto di cuori, non solo di palloni. Dài, Napoli, fai onore a chi ti ha servito con passione pura.