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Ezequiel Lavezzi, ex attaccante del Napoli, è stato ospite della trasmissione ‘Terzo Tempo Calcio Napoli’ su Televomero. Mi sento molto bene, sono molto contento di tornare e sentire e condividere l’affetto della gente. Era una cosa che non succedeva da tanto e me lo sto godendo tantissimo. Eh già, Lavezzi è tornato e i tifosi del Napoli non potrebbero essere più felici. Il Pocho, come lo chiamano affettuosamente, ha sempre avuto un posto speciale nel cuore dei partenopei, e sentirlo così entusiasta del ritorno è una gioia per tutti.

Perché il soprannome Pocho? Non era per la velocità come un fulmine, ma per il cane che avevo. Un soprannome che potrebbe sembrare banale, ma che per i tifosi del Napoli è un segno distintivo del carattere semplice e genuino di Lavezzi.

Sulla scelta di Napoli: Scelsi Napoli per Maradona, poi ho vissuto cose stupende qui che non immaginavo. Ho cercato di gestirle nella miglior maniera possibile, ancora oggi la gente mi dà quell’affetto e mi fa sentire diverso e amato. L’amore che hanno per me, provo a restituirlo, ringraziando e voglio dimostrare che anche io li amo tantissimo. La scelta di Lavezzi di venire a Napoli per seguire le orme di Maradona è stata ripagata con un amore incondizionato. I tifosi napoletani sanno riconoscere la dedizione e il cuore dei loro giocatori, e Lavezzi è stato ripagato con l’affetto che solo Napoli sa dare.

Su Denis e Hamsik: Con German siamo amici e ci sentiamo. Marek è una persona speciale e ammirabile, ci sentiamo spesso. Sarò alla sua partita di addio al calcio. L’amicizia tra calciatori è sempre qualcosa di speciale, ma quando si parla di ex compagni di squadra del Napoli, c’è qualcosa di magico. La presenza di Lavezzi alla partita d’addio di Hamsik è un segno di rispetto e affetto che va oltre il campo.

Sul gol nel recupero di Cagliari-Napoli: Lo ricordo ancora, era l’ultima azione per loro e diventò l’occasione per noi. E’ stato bellissimo quel gol. Non ricordo cosa mi dissero dopo, sinceramente, ma ricordo che quando Cavani mi dà la palla mi va un po’ lunga, e sono arrivato a calciare che avevo i crampi. Ho avuto fortuna (ride, ndr). Quel gol è entrato nella leggenda del Napoli. La fortuna aiuta gli audaci, e Lavezzi, nonostante i crampi, ha dimostrato che il cuore del Napoli batte anche nei momenti più difficili.

Sul rapporto con Maradona: Avevamo un bellissimo rapporto, Diego mi faceva sempre scrivere da amici in comune per chiedermi se mi poteva chiamare, io gli dicevo sempre di sì. Mi disse che gli dispiaceva di non avermi convocato per i Mondiali, gli dissi che non c’erano problemi, che lui era l’allenatore e che aveva preso la decisione che riteneva migliore. Io sarei stato sempre argentino anche senza la nazionale. Ho parlato tanto con lui di tante cose che rimarranno tra di noi, sono cose che c’entrano più con la parte umana. Il legame con Maradona va oltre il calcio. Lavezzi ha sempre dimostrato umiltà e rispetto, valori che i tifosi napoletani apprezzano profondamente.

Sull’esultanza e la festa dopo la vittoria della Coppa Italia: Sinceramente è stato un festeggiamento grandioso. Dopo tanti anni siamo riusciti a vincere una Coppa Italia, la gente aveva bisogno di festeggiare. E abbiamo portato questa coppa proprio vincendo contro la Juve, è stata un’emozione incredibile. In città c’era tanta gente che ci aspettava, si sono fatte le 10 del mattino alla stazione centrale, sono tornato tardissimo a casa. Eravamo un gruppo molto molto unito, creare rapporti anche stretti e amicizia è molto importante. A Napoli mi trattano così bene, che è un posto dove mi sento al sicuro. La vittoria della Coppa Italia contro la Juve è stata un trionfo collettivo, un momento di gioia pura che ha unito la città. Lavezzi ha sottolineato l’importanza della coesione e dell’amicizia, elementi che fanno del Napoli una squadra unica.

In quale anno hai creduto di più allo scudetto? Forse nell’ultimo anno, siamo arrivati per un punto al terzo posto. Abbiamo fatto un mandato molto buono. Quel quasi-scudetto è ancora un dolore per i tifosi del Napoli, ma la consapevolezza di aver fatto un grande torneo resta. Lavezzi ha ricordato quei momenti con un misto di orgoglio e rimpianto, tipico di chi ha dato tutto per la maglia azzurra.

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