Ezequiel Lavezzi, ex attaccante del Napoli, è stato ospite della trasmissione ‘Terzo Tempo Calcio Napoli’ su Televomero. “Mi sento molto bene, sono molto contento di tornare e sentire e condividere l’affetto della gente. Era una cosa che non succedeva da tanto e me lo sto godendo tantissimo”. Ecco un Lavezzi che finalmente torna a casa, accolto dall’amore incondizionato dei tifosi napoletani, un sentimento che pochi club possono vantare. Il Pocho è tornato e si gode ogni secondo di questo affetto, dimostrando una volta di più che Napoli è una città che non si scorda dei suoi eroi.
Perché il soprannome Pocho? “Non era per la velocità come un fulmine, ma per il cane che avevo”. Un soprannome che nasce da un affetto personale, non da prestazioni atletiche straordinarie, ma da una semplice connessione con un amico a quattro zampe. Questo rende Lavezzi ancora più umano e vicino ai tifosi.
Sulla scelta di Napoli: “Scelsi Napoli per Maradona, poi ho vissuto cose stupende qui che non immaginavo. Ho cercato di gestirle nella miglior maniera possibile, ancora oggi la gente mi dà quell’affetto e mi fa sentire diverso e amato. L’amore che hanno per me, provo a restituirlo, ringraziando e voglio dimostrare che anche io li amo tantissimo”. Lavezzi ha scelto Napoli seguendo le orme del più grande, Maradona, e quello che ha trovato è stato un amore reciproco che dura ancora oggi. I tifosi napoletani non dimenticano chi li ha amati e Lavezzi è un esempio perfetto di questo legame indissolubile.
Su Denis e Hamsik: “Con German siamo amici e ci sentiamo. Marek è una persona speciale e ammirabile, ci sentiamo spesso. Sarò alla sua partita di addio al calcio”. L’amicizia nel calcio spesso supera i campi di gioco e Lavezzi lo dimostra con i suoi rapporti solidi con ex compagni come Denis e Hamsik, veri amici fuori dal campo.
Sul gol nel recupero di Cagliari-Napoli: “Lo ricordo ancora, era l’ultima azione per loro e diventò l’occasione per noi. E’ stato bellissimo quel gol. Non ricordo cosa mi dissero dopo, sinceramente, ma ricordo che quando Cavani mi dà la palla mi va un po’ lunga, e sono arrivato a calciare che avevo i crampi. Ho avuto fortuna (ride, ndr)”. Un gol che rimane impresso nella memoria di ogni tifoso napoletano, segnato con la forza della volontà, nonostante i crampi, e con un pizzico di fortuna che non guasta mai.
Sul rapporto con Maradona: “Avevamo un bellissimo rapporto, Diego mi faceva sempre scrivere da amici in comune per chiedermi se mi poteva chiamare, io gli dicevo sempre di sì. Mi disse che gli dispiaceva di non avermi convocato per i Mondiali, gli dissi che non c’erano problemi, che lui era l’allenatore e che aveva preso la decisione che riteneva migliore. Io sarei stato sempre argentino anche senza la nazionale. Ho parlato tanto con lui di tante cose che rimarranno tra di noi, sono cose che c’entrano più con la parte umana”. Un legame profondo con il leggendario Maradona, che va oltre il calcio, toccando aspetti umani e personali che Lavezzi custodisce gelosamente.
Sull’esultanza e la festa dopo la vittoria della Coppa Italia: “Sinceramente è stato un festeggiamento grandioso. Dopo tanti anni siamo riusciti a vincere una Coppa Italia, la gente aveva bisogno di festeggiare. E abbiamo portato questa coppa proprio vincendo contro la Juve, è stata un’emozione incredibile. In città c’era tanta gente che ci aspettava, si sono fatte le 10 del mattino alla stazione centrale, sono tornato tardissimo a casa. Eravamo un gruppo molto molto unito, creare rapporti anche stretti e amicizia è molto importante. A Napoli mi trattano così bene, che è un posto dove mi sento al sicuro”. La vittoria della Coppa Italia contro la Juve è stata un trionfo collettivo, un momento di unione tra squadra e tifosi che ha celebrato l’appartenenza e la passione per la maglia azzurra, con festeggiamenti che sono durati fino all’alba.
Per approfondire l’argomento sulla fonte originale