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Vanja Milinkovic-Savic sbarca al Napoli: un arrivederci ai dubbi sul ruolo del portiere

Vanja Milinkovic-Savic ha fatto il suo debutto ufficiale come nuovo estremo difensore del Napoli, e la conferenza stampa da Castel di Sangro ha acceso l’entusiasmo tra i tifosi azzurri. Dopo mesi di corteggiamento, il serbo è finalmente sbarcato alla corte dei campioni d’Italia, pronti a difendere i pali con grinta. Ma che aria tira? Beh, il ragazzo sembra carico, ma lascia spazio a qualche riflessione critica su come il Napoli gestisce i rinforzi.

Parlando del primo contatto con gli azzurri, Vanja ha ammesso: “Ancora non ho dato consigli. Ho saputo da marzo del Napoli, ho avuto da lì questo forte desiderio di venire qua”. Ecco, un desiderio forte è musica per le nostre orecchie, tifosi del Napoli che abbiamo visto portieri venire e andare come navi in tempesta. Ma non è solo romanticismo: ricordate Reina o lo stesso Ospina? Qui, Vanja sembra più motivato di un turista a Posillipo, promettendo un impegno che potrebbe far impallidire i soliti dubbi su chi è “il vero numero uno”.

Poi, sul fronte Conte, il serbo ha rivelato: “Mi ha chiesto di lavorare tanto, di altro ancora non siamo riusciti a parlare. Quando ti chiama un allenatore come Conte è difficilissimo dirgli di no”. Ah, quante volte abbiamo sentito questa storia? Conte è una forza della natura, come un tornado che spazza via esitazioni. Da tifoso, lo adoro per questo: fa tremare le gambe ai giocatori, esattamente come fece con il suo Inter. Eppure, ci chiediamo se Vanja reggerà la pressione, o finirà come altri “acquisti lampo” che si sono persi nei meandri di Fuorigrotta.

E sul ruolo? Senza peli sulla lingua, Vanja ha chiarito: “Per adesso non mi sento nè il numero uno nè il numero due. Sono venuto a lavorare e ad essere a disposizione, sarà il mister a decidere”. Modestia o tattica? In casa Napoli, con Meret che scalpita, questa umiltà sa di ironia: quanti portieri hanno detto lo stesso per poi sparire? Paragoniamolo ai tempi di De Sanctis, che almeno si imponeva. Voi tifosi veri, dite la vostra: è un segno di maturità o solo un modo per non bruciare le tappe?

Insomma, il Napoli ha un nuovo guardiano, ma la vera prova è sul campo. Se Vanja si sbatte come promette, potremmo rivedere lo scintillio della difesa azzurra. Altrimenti, prepariamoci a discussioni da bar: perché, amici partenopei, noi non ci accontentiamo di belle parole. Avanti, facciamolo sudare!