Il Decreto Crescita continua a gonfiare buste paga nel calcio italiano #Napoli #Calcio #FiscoItaliano #DecretoAbolito
Dal 2019 al 2024, il calcio italiano ha sfruttato il Decreto Crescita, una trovata del governo Conte per attirare talenti dall’estero con incentivi fiscali che, diciamolo, hanno reso l’Italia un paradiso per chi vuole incassare senza troppi grattacapi. Quegli sgravi erano pensati per professionisti stranieri che si sobbarcavano almeno tre anni di soggiorno, ma nel mondo del pallone si sono trasformati in un bel regalo per i club.
Ora, con il Decreto abolito nel 2024, gli effetti si trascinano ancora per quei contratti già firmati, permettendo al Napoli di risparmiare – o meglio, di ottimizzare – sulle paghe. È una di quelle eredità fiscali che fanno storcere il naso: da una parte, si incentiva il talento, dall’altra, si rischia di favorire qualche espatriato un po’ troppo comodamente sistemato.
Ecco i calciatori per i quali il Napoli sta ancora beneficiando di questi vantaggi fiscali, come da rapporti del settore:
Romelu Lukaku – 7,7 lordi (6 netti) NAPOLI
Stanislav Lobotka – 3,6 lordi (2,8 netti) NAPOLI
Zambo Anguissa – 3,5 lordi (2,7 netti) NAPOLI
Amir Rrahmani – 3,2 lordi (2,5 netti) NAPOLI
Sam Beukema – 3,2 lordi (2,5 netti) NAPOLI
Mathias Olivera – 2,6 lordi (2 netti) NAPOLI
Milan Djuric – 1 lordo (0,8 netti) NAPOLI
In fondo, è un ricordo di come il calcio italiano sappia navigare tra regole e incentivi, lasciando qualche dubbio su chi davvero ci guadagna: i giocatori, i club o solo le tasche dei soliti furbi? Questa politica, ormai storia, continua a influenzare il mercato, dimostrando che nel pallone, le agevolazioni fiscali non si spengono mai del tutto.
