sabato, Gennaio 17, 2026

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Mancini racconta i retroscena con Vialli su Raphinha tra parole e l’accordo con il suo agente

Mancini rompe il silenzio: la verità su Nazionale e oriundi che nessuno voleva sentire. Tra sogni infranti e realtà scomode, il ct racconta tutto senza peli sulla lingua #Calcio #Italia

L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana, Roberto Mancini, non le manda certo a dire quando si tratta di fare il punto sulla sua esperienza azzurra e sull’influenza degli oriundi nelle convocazioni. Il tecnico ha affrontato con schiettezza un tema che da sempre divide tifosi e addetti ai lavori.

Il ct ha rievocato i momenti di gloria ma anche le difficoltà vissute in azzurro, sottolineando come “la gestione della Nazionale non è mai semplice, soprattutto quando si devono prendere decisioni scomode”. Quando si parla di oriundi, poi, il discorso si fa ancora più spinoso.

Sulle critiche legate alla scelta di inserire giocatori non nati in Italia nel gruppo azzurro, Mancini ha spiegato che “convocare chi porta qualità e voglia di combattere per il tricolore è fondamentale, a prescindere dalla carta d’identità”. Un approccio che ha alimentato dibattiti a non finire, ma che da un certo punto di vista ha portato nuova linfa alla selezione.

Non sono mancati i momenti di tensione e qualche screzio, ma l’ex allenatore ha difeso a spada tratta le sue scelte, convinto che “a volte bisogna guardare oltre il passaporto e puntare su chi può fare la differenza sul campo”. E se qualcuno ha storto il naso, pazienza.

Insomma, il racconto di Mancini non è solo quello di un tecnico alle prese con il difficile ruolo di guidare la Nazionale, ma anche di un uomo che ha provato a innovare e a sovvertire certe tradizioni, rischiando e mettendosi in gioco fino all’ultimo minuto.