(ANSA) – BUENOS AIRES, 01 APR – Nell’ultima udienza del processo, che vede sotto accusa l’intero staff medico di Diego Armando Maradona, è emerso un dato cruciale: non c’erano tracce di droghe o alcol nel sangue del campione argentino al momento della sua morte, avvenuta il 25 novembre 2020. I forensi, incaricati di eseguire l’autopsia e le relative analisi, hanno chiarito che: "Nessuno dei quattro campioni ha rivelato tracce di alcol, cocaina, marijuana, mdma, ecstasy o anfetamina", come ha sottolineato l’esperto forense e biochimico Ezequiel Ventosi.
Ciò significa che le cause del decesso di Maradona non sono riconducibili all’assunzione di sostanze stupefacenti o alcoliche, un elemento che potrebbe influire significativamente sull’esito delle indagini giudiziarie.
Sono state invece rilevate tracce di cinque sostanze derivanti da farmaci antidepressivi, antiepilettici, antipsicotici e antinausea nel sangue del leggendario numero 10. La patologa Silvana de Piero ha osservato che il fegato di Maradona mostrava lesioni compatibili con la cirrosi, e sono stati accertati segnali di insufficienza renale, cardiaca e polmonare. Questi risultati evidenziano gli aspetti complessi delle condizioni di salute con cui l’ex calciatore stava combattendo nell’ultimo periodo della sua vita.
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