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Napoli: Il Sistema Non Perdona, Ma I Tifosi Resistono

Il Napoli, una squadra che ha lottato e sudato per emergere nel panorama del calcio italiano, continua a subirne le conseguenze. Le parole di Pierpaolo Marino, ex dirigente del club, risuonano come un eco di ciò che i tifosi partenopei hanno sempre percepito: c’è un sistema che sembra ostacolare il nostro cammino, favorendo altre realtà con un trattamento di riguardo che non possiamo più tollerare.

Marino ha recentemente condiviso le sue considerazioni sull’ormai famoso caso di Antonio Vergara, il giovane talento accostato alla nostra maglia. E sebbene le sue osservazioni possano sembrare innocue, ciò che emerge è una sostanziale disparità nel modo in cui il Napoli viene trattato rispetto ad altri club, specialmente quelli del Nord Italia. È innegabile che il favoritismo verso club come Juventus e Inter influisca sulle decisioni prese dalle istituzioni calcistiche, creando un clima di sospetto e ingiustizia che continua a colpire i nostri colori.

Ogni volta che il Napoli si affaccia a un’importante trattativa o cerca di far emergere un giovane talento, sembra che dietro le quinte ci sia già un piano orchestrato. Le critiche che il Napoli ha ricevuto per il suo modo di operare nel mercato, invece di essere riconosciute come tentativi di costruzione e innovazione, vengono spesso ridicolizzate dai media e dai dirigenti di altre squadre. La narrazione che si crea intorno a noi è distorta, costringendo i tifosi a sentirsi sempre in lotta contro un sistema che non gioca secondo le stesse regole.

Prendiamo ad esempio il recente approccio dei media all’operato di Marotta. Come dirigente dell’Inter, il suo modo di spendere sul mercato viene elogiato, mentre quando il Napoli cerca di investire su un giovane promettente, il discorso cambia. Ci sentiamo poi spiazzati e delusi quando il focus viene posto su eventuali errori o mancanze che possono esserci nel nostro operato. Questo crea un divario non solo nelle percezioni, ma anche tra quanto viene riconosciuto e ciò che, invece, viene sistematicamente ignorato.

Non si tratta solo di calcio, ma di un reale affetto professionale e di un amore che i tifosi nutrono verso la loro squadra. Ciò è evidenziato dalla passione viscerale che emergerà in ogni partita, in ogni momento di gloria, ma anche in quelli di dolore. Ogni volta che i nostri ragazzi scendono in campo, lo fanno con il peso di una città intera sulle spalle. E noi, i tifosi, sentiamo di essere messi in secondo piano quando non viene data la giusta rilevanza ai nostri successi e al nostro stile di gioco.

La sensazione di “Napoli contro il sistema” non è solo uno slogan, è una realtà condivisa da molti cuori partenopei. Siamo stanchi di vedere come i nostri sforzi vengano sminuiti e ci domandiamo perché, nonostante il talento e la dedizione, non veniamo trattati con lo stesso rispetto riservato a club più blasonati. Ci chiediamo se, in un paese in cui il calcio è vissuto come una religione, ci sia spazio per tutti o se il nostro destino è già scritto.

E questo porta a una riflessione: che senso ha continuare a nutrire la passione per una squadra che, evidentemente, deve combattere contro avversità ben più grandi di una semplice competizione sul campo? La risposta è semplice eppure complessa: il nostro amore per il Napoli ci rende più forti. Ogni critica, ogni ingiustizia rafforza il nostro legame, rendendoci più determinati a lottare per ciò in cui crediamo.

Ora, più che mai, è il momento di unirci, di far sentire la nostra voce. È essenziale che i tifosi del Napoli non si facciano sopraffare dalla delusione, ma che, al contrario, si facciano portavoce di una lotta più grande. È tempo di mettere in discussione ciò che non va, di alzare il volume delle nostre proteste, di combattere per i nostri colori. Non possiamo più rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie.

In questo contesto, chiediamo a tutti voi: cosa farete per sostenere il Napoli e i suoi valori? È il momento di agire. La nostra storia è scritta nel sudore dei nostri giocatori, nel coraggio dei nostri tifosi, e mai valorizzata come meriterebbe. Non siamo solo una squadra, siamo una città; non siamo solo un club, siamo una famiglia. E questa famiglia lotterà, sempre.

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