Napoli: Il Sistema contro, ma noi restiamo uniti!
In un contesto sportivo sempre più polarizzato, dove gli applausi risuonano diversi a seconda della squadra in campo, il Napoli si trova a dover affrontare non solo avversari, ma un intero sistema che spesso sembra ostile. Le parole di Ciccio Marolda, intervenuto nella recente puntata di “Giochiamo d’Anticipo” su Televomero, accendono un dibattito già acceso tra i tifosi partenopei: la disparità di trattamento nei confronti della nostra squadra è sempre più evidente.
Marolda ha puntato l’attenzione su Anguissa, un calciatore che, grazie al suo talento, ha saputo guadagnarsi il cuore dei tifosi. Ma in un calcio dove le decisioni arbitrali e le attenzioni mediatiche sono gestite con una lente distorta, perché il Napoli sembra sempre essere sotto la lente di ingrandimento? La sensazione tra i tifosi è un mix di frustrazione e indignazione, un sentimento che accomuna gli azzurri in tutto il mondo.
Siamo stanchi di vedere come le squadre del Nord, con Juventus e Inter in testa, abbiano sempre un occhio di riguardo da parte di media e decisori sportivi. Ogni piccolo errore dei nostri viene amplificato, mentre gli infortuni e le disattenzioni delle altre squadre vengono giustificati e, nei casi migliori, dimenticati. La narrazione del “Napoli che deve dimostrare” è stanca e, incredibilmente, retrograda.
Marotta e il suo entourage, abituati a manovre politiche e strategiche, sembrano navigare in un mare calmo, mentre il Napoli è costantemente sotto assedio. Le vendette arbitrarie, i programmi di squalifica, le polemiche sui fraintendimenti – tutto ciò contribuisce a un clima di isolamento. Eppure, nonostante le avversità, il cuore dei tifosi batte più forte che mai. Ogni partita è una battaglia e ogni vittoria è una conquista contro non solo i nostri avversari in campo, ma contro un sistema che fa fatica a donare il giusto riconoscimento ai nostri colori.
C’è un’urgenza in questa lotta. Ogni domenica, i tifosi del Napoli non si limitano a occupare gli spalti; si riflettono in una cultura sportiva che è parte integrante della loro identità. La passione dei napoletani non conosce confini e il nostro tifo cresce in intensità anche quando sembra che il mondo intero sia contro di noi. È un legame che le giovanissime generazioni palpano e comprendono, un’appartenenza che si tramanda come un testimone.
La realtà è che ogni parole dispregiativa, ogni critica infondata, ogni gesto di leggerezza nei confronti del Napoli alimenta solo il fuoco della nostra determinazione. Anche se gli avversari possono contare su risorse e supporto mediatico, noi abbiamo la forza di un popolo che non si arrende facilmente. Ogni volta che il Napoli scende in campo, lo fa non solo per vincere, ma per dimostrare che l’orgoglio napoletano è inestinguibile.
E mentre i dirigenti del Nord pianificano come mantenere il loro status, noi ci uniamo sotto il vessillo del nostro club, pronti a difendere ciò che amiamo. Marolda l’ha detto chiaramente, e molti di noi ne sono convinti: il Napoli è una causa da sostenere, un amore da difendere. Le ingiustizie subite non saranno mai in grado di spegnere la nostra passione.
Questo testo non vuole essere solo una lamentela, ma un invito alla riflessione e al dibattito. Il Napoli e i suoi tifosi meritano più rispetto e dignità. È ora di alzare il volume della nostra voce e pretendere che la giustizia sportiva venga applicata equamente. Restiamo uniti, partenopei: il nostro canto risuonerà più forte di qualsiasi critica. Siamo Napoli e il sistema può provare a ostacolarci, ma la nostra forza è infinita.
E voi, cosa ne pensate? È tempo di alzare la voce e combattere per il nostro amore per il Napoli?
