Milinkovic-Savic provoca: “Napoli, un tifo che fa paura! E quella gara da rigiocare?”

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“Vi dirò, questo gruppo mi rende orgoglioso. Non mi aspettavo tantissimo calore dai tifosi azzurri, e invece ogni volta è una nuova emozione.” Sono parole forti quelle di Vanja Milinkovic-Savic, il portiere che ha colpito nel segno, diventando rapidamente un idolo della tifoseria partenopea. Parla ai microfoni di Radio CRC, e il suo messaggio è chiaro: la stagione sta per chiudersi, ma la determinazione non accenna a diminuire.

Contro la Cremonese, ha detto, “abbiamo messo più energia in campo rispetto alla sfida contro la Lazio. Eravamo più determinati”. Un’affermazione che fa eco alle speranze di noi tifosi: vogliamo vedere grinta, vogliamo sentire il sudore versato in campo. La difesa a 3 o a 4? “Dipende dall’avversario”, risponde, mostrando la sua versatilità. Eppure, chiunque segua il Napoli sa che le difficoltà non sono mancate. “Ne abbiamo sofferto alcune più di altre. È un peccato, ma fa parte del gioco”, aggiunge.

La sincerità di Vanja si fa palpabile quando parla del tifo napoletano. “Sapevo che Napoli vive il calcio a trecentosessanta gradi, ma non immaginavo una passione così coinvolgente.” Questo è ciò che ci rende unici, una città che respira calcio in ogni angolo. E cosa dire della scottante eliminazione dalla Champions? “Rigiocherei quella partita con il Copenaghen, senza ombra di dubbio.” Non possiamo che essere d’accordo: il rammarico brucia ancora.

Ma è soprattutto nelle sue parole sulla sua specialità, il parare i rigori, che emerge la vera essenza di un grande portiere. “Non mi considero uno dei migliori, non ora. Le statistiche si guardano alla fine.” E la sua modestia è rispettabile, ma noi sappiamo quanto conti avere un estremo difensore capace di “lanciare” il gioco.

Rivolgendosi al prossimo incontro con il Como, Vanja non si lascia ingannare dalle apparenze. “Non mi sorprende, giocava già bene l’anno scorso.” La Serie A è un campionato dove ogni squadra ha la sua identità, e il Napoli deve affrontare le sfide con la giusta mentalità. In fondo, siamo abituati a combattere, a sudare e a gioire insieme, sempre con il cuore in mano.

E ora, cari tifosi, la domanda sorge spontanea: riusciremo a dare il massimo fino alla fine, o ci fermeremo ancora una volta sulle soglie di un grande risultato? La stagione è quasi finita, ma il dibattito è aperto. Fate sentire la vostra voce!

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