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Serie A: tra partite irresistibili e noiose, qualche domanda scomoda per i dirigenti #Calcio #SerieA #TifosiDelusi

Le ultime giornate di Serie A stanno sollevando un bel po’ di polemiche e non solo per i risultati in campo. A far discutere è soprattutto la qualità dello spettacolo offerto, o meglio la sua altalenanza tra match entusiasmanti e altri decisamente soporiferi.

Un ex calciatore non ha esitato a mettere il dito nella piaga, sottolineando con un bel po’ di sarcasmo: "Viene da chiedersi: qualcuno ha pensato ai tifosi? Alcune partite sono attraenti e altre sgradevoli." Una domanda tanto semplice quanto brutalmente efficace che mette a nudo un problema vecchio come il calcio stesso: la frustrazione di chi dovrebbe godersi il bello del gioco.

Il richiamo, neanche troppo velato, riguarda la necessità di ripensare certi aspetti del campionato per evitare che il pubblico finisca per perdere interesse o, peggio ancora, scappare dallo stadio o dal televisore durante incontri poco coinvolgenti. Il confronto con passato e altri campionati europei non regge, e intanto cresce il malumore tra gli appassionati che pagano biglietti e abbonamenti per vedere partite degne di questo nome.

Non è certo una novità che il calcio italiano stia attraversando una fase delicata, ma serve più concretezza e meno chiacchiere se si vuole ritrovare quel brio che una volta dava lustro a questo sport nel Belpaese. Intanto, la domanda resta: chi si ricorderà di proteggere veramente chi ama questo gioco?