Napoli contro il Sistema: Il Gioco Scomodo della Disparità
Il cuore pulsante di Napoli batte forte, risonando con passione e indignazione dopo l’ultima partita contro il Como. Non può non colpirci il malcontento che cresce tra i tifosi, alimentato da una percezione sempre più diffusa: la nostra squadra, il Napoli, è continuamente messa alla prova da un sistema calcistico che sembra favorire sempre le stesse squadre, spesso quelle del Nord.
Nel match scorso, gli azzurri hanno lottato con determinazione, ma il clima attorno a loro è stato avvelenato da decisioni arbitrali discutibili e da un’attenzione dei media che lascia molto a desiderare. È impossibile non interrogarsi: perché il Napoli, pur essendo il campione in carica, appare sempre al centro di un occhio critico e sospettoso? Perché le giustificazioni e le attenuanti non valgono mai per noi?
Le scelte arbitrali hanno scatenato una tempesta di polemiche. Var e arbitri sembrano non avere la stessa attenzione per le nostre giocate rispetto a quelle delle “grandi”. Nelle settimane precedenti, abbiamo assistito a clamorosi errori che hanno avvantaggiato le squadre del Nord, mentre il Napoli ha visto annullati gol che avrebbero potuto cambiare il corso delle partite. Sarebbe un caso? I tifosi, i veri protagonisti di questa storia, non lo credono affatto.
In un’atmosfera carica di tensioni e rivalità, la figura di Marotta, dirigente della Juventus, spesso si erge come un simbolo di un sistema che protegge gli interessi delle grandi. Le sue parole recenti risuonano come un campanello d’allarme per tutti noi: l’impressione è che ci sia una sorta di “invisibile” accordo tra i club del Nord per mantenere il Napoli ai margini. “Vincere è bello, ma non deve diventare un’abitudine”, ha dichiarato. Ma chi sta scrivendo le regole di questo gioco?
La schiera di tifosi partenopei è esasperata. Sentiamo che il nostro entusiasmo viene costantemente ostacolato da un’arretratezza nel riconoscere il nostro valore calcistico. Ciò che il Napoli ha dimostrato sul campo, con prestazioni straordinarie e vittorie memorabili, non sembra essere sufficiente per guadagnare rispetto. Anzi, pare che ogni trionfo sia inghiottito da un velo di scetticismo.
E che dire della stampa sportiva? Spesso è colpevole di un’agenda che favorisce le narrazioni più comode per il sistema. Le vittorie del Napoli sono descritte come “fortunate” o “momentanee”, mentre gli errori delle avversarie vengono trascurati. Un trattamento che crea un’immagine distorta e parziale della realtà. È il tormentone che i napoletani conoscono a memoria: “Eppure, nonostante tutto, noi ci siamo!” e con un tono di sfida aggiungiamo: “E ci saremo sempre, in ogni stadio!”
La partita contro il Como non è solo un risultato sul campo, ma un’istantanea del clima generale in cui ci troviamo a giocare. Forse, alla fine, non si tratta solo di vittorie e sconfitte, ma di una battaglia che va oltre il campo da gioco. Napoli è troppo spesso relegata a un ruolo secondario, dimenticata da chi scrive le pagine della nostra storia calcistica. Ma non ci fermeremo, perché il nostro amore per questo club è più forte di qualsiasi ingiustizia.
In chiusura, la domanda rimane: come possiamo far valere il nostro valore in un contesto che sembra disegnato per escluderci? Le voci dei tifosi hanno bisogno di essere ascoltate più che mai. Napoli non è solo una squadra; è una comunità, un sentimento che si amplifica partita dopo partita. La battaglia è appena cominciata, e ogni tifoso deve alzare la voce. Che succeda quello che deve succedere, ma noi continueremo a lottare. Napoli contro il sistema: preparatevi, perché non siamo soli!
