Aurelio De Laurentiis ha lanciato la sua proposta per rivoluzionare il VAR, un’idea che, in teoria, potrebbe cambiare le regole del gioco. Ma la verità è che, a Bergamo, quel sistema sarebbe stato inutile. Si parla di efficienza, di giustizia. Ma che giustizia può esserci quando il pallone colpisce il braccio e l’arbitro decide di non intervenire?
In campo, il Napoli ha dimostrato di avere cuore e carattere, ma è sulla questione VAR che la tensione sale. “Se il VAR non funziona, va potenziato”, ha dichiarato De Laurentiis, e le parole non sono arrivate a caso. Ogni schiaffo che il Napoli ha ricevuto in termini di decisioni arbitrali ha acceso la rabbia dei tifosi, già infervorati per il trend di prestazioni altalenanti.
Impossibile non pensare all’ultimo episodio contestato, quello che ha fatto infuriare i sostenitori azzurri: un rigore negato che ha cambiato le sorti della partita. E ora ci ritroviamo a discutere non solo di un gioco, ma di un sistema che sembra non tutelarci. Perché il VAR non è solo uno strumento tecnologico; è una questione di dignità per chi scende in campo con la maglia azzurra.
E mentre i tifosi si ritrovano nei bar, a commentare, a discutere, a esprimere il loro dissenso, si sente un’aria di rivolta. “Non siamo solo una squadra, siamo un popolo”, gridano, mentre i social si infiammano. Le polemiche aleggiano come un fumo denso: chi ha ragione? Chi ha torto? Un dibattito che potrebbe non finire mai.
Le proposte di De Laurentiis possono essere il punto di partenza per un cambiamento, ma il vero interrogativo è se il calcio saprà ascoltarci. E se non lo farà, quanto ancora rimarremo a subire queste ingiustizie? I campi sono la nostra arena, e noi non ci fermiamo. A voi la parola, tifosi: cosa ne pensate?
