Matteo Politano, l’esterno del Napoli, è sotto attacco. “Non mi basto più”, pare abbia detto dopo l’ultima prestazione. Una frase che pesa come un macigno. È chiaro a tutti che questa stagione non sta andando come sperato, ma, a ben vedere, è tutta una questione di contesto.
I tifosi azzurri hanno il diritto di arrabbiarsi, ma non possiamo ignorare ciò che si muove attorno a lui. Politano è intrappolato in un gioco di equilibri delicati, un mistero che ha dell’incredibile. Si presenta in campo con l’intento di spaccare, di creare, e invece finisce spesso per essere il capro espiatorio, un alibi per una squadra che fatica a esprimere il suo potenziale.
Dobbiamo metterci nei suoi panni: un calciatore che si deve adattare a una filosofia di gioco che cambia più spesso di quanto non cambino le stagioni a Napoli. Gli schemi di Spalletti, pur brillanti, non sempre valorizzano le sue caratteristiche. E noi, da buoni tifosi, ci chiediamo: è giusto puntare il dito su di lui?
Il campo parla chiaro: Politano è uno dei pochi che ha sempre dato il massimo. E quando le cose si mettono male, è facile trovare un colpevole. Ma è il momento di fare un passo indietro e guardare il quadro generale. È giusto attribuire a un singolo giocatore l’intera responsabilità di una squadra che, in questo momento, sembra un puzzle con troppi pezzi mancanti?
La partita di sabato scorso è stata l’ennesimo episodio di questa incomprensione. Vederlo costretto a rincorrere la palla senza supporto è frustrante, tanto per lui quanto per noi. Politano ha bisogno di certezze, di una squadra che gli dia la libertà di esprimersi. E noi, come tifosi del Napoli, abbiamo il dovere di sostenere i nostri giocatori, anche quando le cose sembrano andare male.
Ma la domanda rimane: è lui il problema o è il sistema che non lo valorizza? I commenti si sprecano, le polemiche fioccano. In questo marasma, possiamo ancora permetterci di dare per scontato il talento di un giocatore come Politano? La discussione è aperta, e noi vogliamo sapere cosa ne pensate. Facciamo sentire la voce dei tifosi: è ora di difendere uno dei nostri, o di metterlo alla porta?
