Napoli: Sempre contro il sistema. Meret e l’ennesima disparità
La passione dei tifosi del Napoli è una fiamma sempre accesa, e in un clima in cui l’attenzione del calcio italiano sembra orientarsi sempre più verso nord, le parole del portiere Alex Meret prima della partita contro il Genoa risuonano come una chiamata alle armi. Non stiamo più parlando solo di calcio, stiamo parlando di un’intera cultura calcistica che si sente messa da parte, di un’identità che lotta contro le ingiustizie di un sistema che spesso sembra ostile.
Meret ha parlato con orgoglio, cercando di infondere energia e determinazione nella squadra in vista di un match decisivo. Eppure, le dichiarazioni del nostro portiere sollevano interrogativi più ampi: perché Napoli, una città con una storia calcistica di grande prestigio, deve sempre combattere per farsi sentire? È il solito gioco di favoritismi che penalizza il sud del Paese?
Vitinha, calciatore del Genoa, ha condiviso pensieri che, per alcuni, possono apparire innocui. Ma vediamo bene: quando un giocatore del Nord parla di impegno e determinazione, il contesto cambia; sembra quasi una retorica per distogliere l’attenzione dalla visione a senso unico che permea il nostro campionato. Il Napoli, dopo aver conquistato il tricolore, si trova ora a dover difendere la propria dignità e il proprio valore di fronte a un panorama che sembra totalizzante.
I tifosi del Napoli percepiscono questa disparità. Ogni partita è un’odissea, non solo sul campo, ma anche contro i pregiudizi che spesso colorano i giudizi su chi indossa la maglia azzurra. Siamo stanchi di essere considerati una “provincia” calcistica, una squadra da contrapporre alle potenze storiche come Juventus e Inter, che godono di una visibilità e di un supporto mediatico indiscutibilmente superiori. Marotta e i dirigenti delle squadre del Nord sembrano avere un posto riservato sulle prime pagine, mentre noi, con i nostri colori e la nostra determinazione, fatichiamo a emergere.
È facile per chi sta al vertice giudicare dall’alto, mentre i tifosi del Napoli vivono una realtà ben diversa, fatta di sacrifici e passione. Ogni partita è una battaglia, ogni intervento arbitrale è scrutinato, e non possiamo più ignorare il fatto che le decisioni, in molte occasioni, sembrano influenzate da un pregiudizio latente nei confronti del nostro club. Le recenti controversie arbitrali ci fanno dubitare della neutralità di chi è preposto a decidere il futuro delle squadre in campo. È questa l’equità che il nostro campionato pretende di rappresentare?
Il vero sentimento di sfida che anima i tifosi napoletani è questo: affrontare un avversario non solo sul campo, ma anche nell’opinione pubblica e nel cuore di chi ama il calcio. Ogni gol, ogni parata di Meret, diventa una piccolo atto di ribellione contro un sistema che si ostina a ignorare le nostre radici e il valore del nostro impegno.
La chiusura di questa riflessione è una provocazione. Ci sono delle realtà che devono essere svelate, e i tifosi del Napoli hanno tutto il diritto di far sentire la propria voce. Non permettiamo che la narrazione continui a favorire chi è già avvantaggiato. Ogni partita è una possibilità per ribadire il nostro valore, per dimostrare che Napoli è e resta un colosso calcistico.
Ci aspettiamo che ogni tifoso si faccia sentire, che ogni partita diventi un momento di unità e di orgoglio. Cosa vogliamo dal nostro campionato se non il rispetto e la giustizia per ciò che davvero abbiamo conquistato? È tempo di affermare il nostro posto nel calcio italiano, nella speranza che la passione che ci unisce continui a bruciare, più forte che mai.
