Il Napoli e il Sistema: Un Confronto Sconcertante
In una stagione che si preannunciava ricca di promesse, il Napoli è tornato al centro dell’attenzione, non solo per i suoi risultati in campo, ma anche per come viene trattato dagli ambienti sportivi italiani. La redazione di Kiss Kiss Napoli ha messo in luce il rientro dall’infortunio del centrocampista scozzese Billy Gilmour, ma ciò che emerge da questa situazione è una narrativa più ampia che merita di essere affrontata. Ancora una volta, i tifosi del Napoli si trovano di fronte a un sistema che sembra mirare a marginalizzare la loro squadra a favore di altri club, soprattutto le storiche “potenze” del Nord.
In un contesto in cui ogni errore del Napoli sembra amplificato, le disavventure di squadre come Juventus e Inter sembrano spesso giustificate o minimizzate. Questo divario di trattamento è ciò che brucia nei cuori dei tifosi partenopei, che avvertono un costante doppio standard. Perché, ci chiediamo, le formazioni del Nord sembrano godere di una sorta di impunità quando si tratta di sanzioni o critiche? Simili episodi non solo compromettono l’integrità del campionato, ma alimentano un senso di ingiustizia palpabile tra i supporter azzurri.
Il caso di Billy Gilmour è emblematico. L’entusiasmo che circonda il suo rientro è attenuato dalla percezione che le considerazioni sugli infortuni e le assenze siano frequentemente utilizzate per erigere alibi per altri club, mentre il Napoli deve sempre dimostrare di poter resistere a qualsiasi difficoltà. E non appena una nostra star torna in forma, ci si aspetta che il Napoli sia già pronto a competere al massimo livello, senza tolleranza per i tempi di recupero degli altri.
Le parole di dirigenti come Giuseppe Marotta, ad esempio, risuonano spesso come un eco consolidato della polemica contro il Napoli. Le sue affermazioni, spesso velate di sarcasmo e competizione, non fanno altro che alimentare quel clima di sfida che i tifosi azzurri sanno interpretare. Marotta, da un piedistallo posizionato ben sopra il nostro, dimentica che il Napoli ha una storia di resilienza e spirito combattivo che sfida qualsiasi pregiudizio. La contraddizione è palese: mentre da una parte si plaude al ferreo lavoro di squadre come la Juventus, dall’altra ci si dimentica di riconoscere il valore di una squadra che, dal nulla, ha saputo costruire un progetto vincente.
Questa percezione di disparità non è soltanto un sentimento isolato; è una realtà condivisa da un’intera tifoseria che, nella sua determinazione, si sente spesso abbandonata e snobbata da media e dirigenti. È l’impressione di essere sempre in guerra contro un sistema che premia il calciomercato dei grandi club del Nord, mentre il Napoli deve farsi strada attraverso il sudore e la determinazione.
Emblematico è anche il modo in cui le narrazioni si costruiscono attorno ai nostri successi e fallimenti. Quando il Napoli gioca, ci si aspetta che il suo gioco sia un’opera d’arte, mentre le altre squadre possono permettersi di ingaggiare battaglie meno eleganti. Le critiche e i giudizi severi su una prestazione del Napoli sono sempre in agguato, pronte a colpire come un fulmine a ciel sereno. Eppure, un rigore non assegnato o un errore arbitrale contro una squadra del Nord passa spesso in sordina, minimizzato dall’attenzione mediatica.
Chiediamo, quindi, una riflessione seria su come si parla del Napoli: un club che, pur affrontando sfide finanziarie e infortuni, continua a lottare con onore. I tifosi meritano lo stesso rispetto e la stessa attenzione riservati ad altri club italiani. È tempo che la narrativa cambi e che Napoli venga riconosciuto non solo per la sua storicità, ma anche per il valore che porta nel panorama calcistico del nostro paese.
In conclusione, i tifosi del Napoli non chiedono altro che un equilibrio giusto nel modo in cui il nostro club viene trattato e raccontato. Non siamo solo una squadra; siamo un’identità, un simbolo di lotta e resilienza. Ora più che mai, è fondamentale che il cuore e l’anima di Napoli siano visibili e ascoltati. È tempo di accendere il dibattito: il sistema deve cambiare, e Napoli deve occupare il posto che merita.
