Il Napoli batte il Lecce 2-1, ma chi ha visto la partita sa che non è stata una passeggiata. Al Maradona, gli azzurri hanno faticato più del previsto e il risultato finale cela una prestazione altalenante.
“Abbiamo vinto, ma non possiamo accontentarci” ha dichiarato un infervorato Spalletti, evidenziando le lacune che, a ridosso di una fase cruciale del campionato, non possono passare inosservate. Già, perché gli avversari, non certo spettatori passivi, hanno messo a nudo le fragilità difensive del Napoli.
All’inizio, tutto sembrava andare per il verso giusto. Il gol dell’1-0 ha fatto esplodere il Maradona, ma sono bastati pochi minuti perché il Lecce, con un pressing asfissiante, mettesse in difficoltà la nostra retroguardia. E quando Mertens ha realizzato il raddoppio, sembrava che il destino fosse segnato. Ma non così in fretta.
Il Lecce ha accorciato le distanze e l’aria si è fatta pesante. Ogni azione degli ospiti portava un brivido lungo la schiena dei tifosi azzurri, e il clima nel tempio del calcio partenopeo è cambiato. I fischi e il malcontento hanno iniziato a serpeggiare tra gli spalti.
Tutti si aspettano di vedere il Napoli dell’anno scorso, quello che dominava. Ma ogni tanto sembra che la squadra si dimentichi di essere campione e in campo si noti. Come se la pressione, anziché galvanizzare, strozzasse il nostro gioco. “Dobbiamo ritrovare la nostra identità”, ha aggiunto un tifoso al bar, e nonostante il sorriso forzato, nei suoi occhi si leggeva la preoccupazione.
E ora? Con la prossima partita in vista, c’è da chiedersi se quel “Napoli” che tutti conosciamo è davvero tornato. Sarà che la vittoria ci accontenti, ma i dubbi crescono. La vera forza di questa squadra si vedrà già nel prossimo match, dove il gioco e la costanza dovranno brillare più che mai.
I tifosi stanno a guardare, pronti a lanciarsi nel dibattito. Nostalgia di un gioco scintillante o reale trasformazione in corsa verso il titolo? Questo Napoli deve fare di più, e la polemica è nell’aria. Chi ha visto la partita al Maradona sa di cosa parlo. È solo l’inizio o siamo già all’apice delle nostre potenzialità? La partita di sabato risponderà a questo interrogativo. E voi, da che parte state?
