L’ultima iniziativa di EA Sports ha fatto scoppiare un putiferio tra i tifosi del Napoli. Le nuove valutazioni sui tre pilastri azzurri, Osimhen, Kvaratskhelia e Lobotka, hanno sollevato un vero e proprio dibattito. La verità è che i numeri non raccontano sempre tutto: “Sul campo si vede ben altra musica”, dicono i tifosi, e non possiamo dargli torto.
Osimhen è considerato uno degli attaccanti più letali della Serie A, ma la valutazione di EA non sembra riflettere appieno il suo impatto. Ogni volta che entra in campo, si fa sentire. Ogni difensore avversario lo teme. Se il nigeriano non avesse subito infortuni, chissà quali vette avremmo potuto raggiungere. La sua velocità e il suo fiuto per il gol sono fuori discussione, ma la valutazione? Un po’ bassa, non credete?
E poi c’è Kvara, che ha incantato i tifosi con dribbling e giocate da urlo. Qualcuno ha il coraggio di dire che la sua valutazione non meriti un posto tra i top? La sua capacità di cambiare il corso di una partita in un attimo è qualcosa che pochi possono vantare. La sua crescita è stata esponenziale, eppure pare che i numeri di EA non lo riconoscano come meriterebbe. “Io lo metterei tra i migliori al mondo”, dice un tifoso, e a ragione.
Lobotka, infine, sta diventando un mediano sempre più imprescindibile, uno che fa girare il gioco e protegge la difesa. Eppure, il suo lavoro oscuro non viene sempre apprezzato, nemmeno nei videogiochi. “Senza di lui, il Napoli non è lo stesso”, afferma un appassionato che ha visto ogni partita da anni. Una valutazione più bassa significa meno considerevole nel mondo virtuale: ma chi ama il Napoli sa quanto sia fondamentale.
Ogni tifoso ha il proprio metro di giudizio, ed è proprio questo il bello del dibattito. La verità è che le valutazioni di EA Sports possono offrire uno spunto di riflessione, ma non possono mai sostituire l’esperienza di chi vive le partite sul campo. Allora, voi cosa ne pensate? State con noi nel solito dibattito da bar? Sarà che i numeri sorprendono sempre, ma il cuore del tifo resta ben saldo.

