“Mimmo, ma sei sicuro che non siano i fischi a mancare per il Napoli?”, così il giornalista Malfitano ha scosso le coscienze dei tifosi durante un’intervista su Radio Marte. Una domanda che, più che una provocazione, è un grido di dolore per chi vive da vicino le gesta della squadra. Gli episodi arbitrali delle ultime partite si sono trasformati in un vero e proprio scandalo, mettendo la comunità azzurra in subbuglio.
I tifosi già sapevano: il peso delle decisioni arbitrali si fa sentire, e ogni rigore negato alimenta un’altra fiamma di rabbia. Quando il Napoli lotta e si sacrifica, vedere il proprio team penalizzato da decisioni discutibili è un colpo al cuore. “Ci hanno lasciato a terra, mentre gli altri danzano”, ha tuonato Malfitano, descrivendo un malessere che risuona nelle piazze e nei bar di Napoli.
La tensione è palpabile, si respira un’aria elettrica. Lo stadio San Paolo, sempre più un fortino, chiama a gridare giustizia. Ogni tifoso merita di vedere il proprio amore ricompensato. Ma cosa può fare il Napoli? Continuare a lottare, a correre. I calciatori devono spingere sull’acceleratore, ma serve anche che gli arbitri, e chi vigila sulle loro decisioni, si facciano carico delle loro responsabilità. Ogni errore pesa come un macigno.
In questo marasma, i social si infiammano. Ogni tweet, ogni post è un ulteriore stimolo a discutere, a scaldare gli animi. “Maledetti rigori”, si legge, e poi “il VAR dove era?” Sono frasi che non solo rispecchiano il malcontento, ma bolle di sapone cariche di emozioni, pronte a esplodere. Ormai i tifosi non risparmiano nessuno; la loro voce deve essere ascoltata.
E ora, con l’avvicinarsi delle prossime sfide, il Napoli ha il dovere di rispondere sul campo. Ma gli arbitri? Quando capiranno che non possono continuare a ignorare l’elefante nella stanza? La questione è aperta. E voi, cosa ne pensate? La verità è che il dibattito è appena iniziato.
