“La scomparsa di Sergio Acciarino lascia un vuoto incolmabile nel cuore del calcio napoletano. La SSC Napoli ha ricordato il suo impegno con un messaggio di cordoglio, sottolineando: ‘È stato un grande professionista che ha dedicato gran parte della sua vita lavorativa al Corriere’. Ma quanti di noi si sono davvero fermati a riflettere su quanto il lavoro dietro le quinte sia fondamentale per la nostra passione?
Acciarino non era solo un giornalista. Era una voce che sapeva raccontare la nostra storia, un tifoso a modo suo, che ha fatto della penna il suo strumento per far vibrare le corde della nostra emozione. Rientrare dal lavoro e accendere la TV durante una partita per scoprire il suo commento era parte del nostro rituale. Quante volte abbiamo sorriso leggendo una sua recensione o un aneddoto di quel Napoli che amiamo?
Forse è giunto il momento di renderci conto di quanto la vera anima del calcio si nasconda nei nomi che non sentiamo mai al centro del campo, ma che danno vita a quello che vediamo. È facile concentrarsi sugli errori dell’arbitro o sulle scelte discutibili del mister. Ma chi di noi ha mai realmente celebrato il lavoro di chi, con il sudore e la dedizione, ci racconta il Napoli?
Ricordo quando, in un’intervista, Acciarino disse: ‘Ogni partita è come una storia. I calciatori sono i protagonisti, ma ogni scrittore ha un ruolo fondamentale’. Ecco, noi tifosi possiamo solo riempire gli spalti, urlare per i nostri beniamini, mentre le parole di chi ci racconta il gioco ci accompagnano in questo viaggio.
E adesso? Adesso sentiamo il bisogno di riconoscere chi ha dato la vita a questa passione, chi ha saputo cogliere con abilità ogni sfumatura di un gol, la tensione di un rigore, la festa in piazza. I social sono pieni di ricordi, di aneddoti e di emozioni legate al suo nome. Ma non basta un ‘mi piace’ per onorare il suo lavoro.
Siamo un popolo di tifosi e di storie. La scomparsa di Sergio Acciarino ci interroga: quanto siamo disposti a riconoscere l’importanza di chi vive per raccontare il Napoli? È una domanda che merita una risposta forte e chiara. Perché, alla fine, ogni partita che gioca il Napoli, ogni vittoria, è anche un pezzo della sua eredità. Siamo pronti a parlarne?
