Napoli: Un Sistema da Combattere
È impossibile non sentirlo rimbombare nei cuori di ogni napoletano: il senso di ingiustizia, di disparità, di un sistema che sembra opporsi a ogni passo della nostra amata squadra. Le recenti dichiarazioni del giornalista Carmine Martino, che ha messo in luce gli evidenti errori arbitrali subiti dal Napoli, non fanno altro che confermare quello che tanti di noi sentono sulla propria pelle. È tempo di parlare chiaro: il Napoli è contro un sistema avverso, che non smette mai di colpire.
Nella frenesia dei campionati di Serie A e Coppa Italia, abbiamo assistito a episodi che, se non fosse per la loro gravità, potrebbero farci sorridere per l’assurdità. Decisioni arbitrali discutibili, falli non fischiati e cartellini gialli sparsi con generosità verso i nostri calciatori sembrano una costante. I tifosi del Napoli non possono fare a meno di interrogarsi: perché? Cosa dobbiamo fare per essere trattati allo stesso modo delle altre squadre? I nostri avversari sembrano godere di una protezione che a noi è sistematicamente negata.
Martino ha giustamente sottolineato le decisioni che a molti appaiono come palesi favoritismi verso le grandi del nord, Juventus e Inter in primis. Queste squadre hanno un peso specifico che va oltre il campo; godono del supporto di una stampa amica e di una rete di potenti che, come funghi, spuntano ogni volta che c’è da difendere i loro interessi. Viene da domandarsi se la disparità di trattamento non possa essere interpretata come un atteggiamento sistematico di sfida nei confronti di un Napoli che, alla fine, non può e non deve essere sottovalutato.
I tifosi azzurri non sono soltanto spettatori di questa ingiustizia, ma veri e propri guerrieri in lotta contro una narrazione che spesso sembra piegarsi a favore delle potenze storiche del calcio italiano. La frustrazione si materializza in striscioni, cori e manifestazioni di passione a ogni partita. Perché non stiamo solo difendendo una squadra; stiamo affermando un’identità, una cultura e una storia che meritano rispetto.
E non parliamo solo di arbitraggi sbagliati: l’interesse per Napoli, spesso, si manifesta in modi impercettibili ma significativi. Perché quando si parla di innovazione nel gioco, di pianificazione a lungo termine, i nazionali azzurri vengono messi nelle liste di “non preferiti”. Eppure, il Napoli corre, lotta e crea. Ma apparentemente, ci sono colori che brillano di più agli occhi di chi scrive, di chi giudica. Marotta e i dirigenti delle squadre rivali sembrano sempre armati e pronti a mettere zizzania, a piegare la verità alle proprie convenienze.
La passione che muove il tifo napoletano non può essere ridotta a mere statistiche. È vocazione, è vita, è una lotta contro il pregiudizio e la disparità. Ogni partita che si gioca al Diego Armando Maradona è una battaglia, e ogni errore arbitrale visto in diretta è un atto di provocazione che ferisce profondamente. La sensazione di affrontare un nemico invisibile, un sistema che ci emargina, si fa sempre più forte.
Certo, ci sono anche momenti di gioia e orgoglio, come le vittorie storiche e le imprese dei nostri beniamini. Ma non possiamo ignorare il retroscena che si muove intorno a noi. È un copione che, purtroppo, si ripete, e i nostri giocatori lo sanno. È necessario combattere, non solo sul campo, ma anche a livello di comunicazione e percezione. Il Napoli non è solo una squadra: è un movimento di resistenza contro le ingiustizie.
In conclusione, la lotta del Napoli non è solo una questione di punti in classifica, ma di dignità, di eguali diritti e di onestà sportiva. Stiamo assistendo a un momento cruciale. I tifosi devono unire le forze e dare voce alle ingiustizie, per far sentire il nostro grido anche oltre i confini del campo. È giunto il momento di ricordare: Napoli è più di una squadra, è uno spirito che non si lascia sottomettere.
La discussione è aperta: come possiamo proteggere il nostro Napoli da un sistema che sembra costruito per ostacolarci? La risposta, amici miei, è nelle nostre mani.
