Napoli, un’ingiustizia che si deve fermare: la realtà raccontata da chi ama la maglia azzurra
In un clima teso come quello attuale, la situazione del Napoli non può passare inosservata. Ogni anno, ogni partita, i tifosi vivono il dramma di dover affrontare un sistema che sembra mettersi di traverso, remando contro un club che, nonostante le avversità, continua a brillare.
Michele Criscitiello, noto giornalista sportivo, ha recentemente sollevato un polverone durante la sua trasmissione su SportItalia Mercato. Le sue parole sul Napoli hanno riacceso la fiamma di una questione che va ben oltre il semplice calcio: quella della disparità di trattamento che il club partenopeo riceve rispetto ad altre società, in particolare quelle del Nord, come Juventus e Inter. Ma cosa si cela dietro queste affermazioni?
Il riassunto dei fatti è chiaro: il Napoli ha dimostrato di essere una grande squadra, capace di competere ai massimi livelli, eppure continua a essere sotto l’occhio critico di media e addetti ai lavori. I continui accenni a sorprese e favoritismi nei confronti di altri club suonano come un campanello d’allarme per i tifosi napoletani, che avvertono un atteggiamento ostile e una disparità palpabile.
La percezione di essere un “Davide contro Golia” è sempre più radicata tra i sostenitori: il bollare il Napoli come “diverso”, o addirittura irrilevante, manda in sollucchero chi continua a percepire il club come una roccaforte della passione e della determinazione. I punti di vista espressi da Criscitiello, anziché rappresentare un’analisi neutra, appaiono spesso carichi di pregiudizi, allineandosi a quella narrativa che riduce il Napoli a uno sfidante sfortunato, piuttosto che considerarlo a pieno titolo un protagonista del calcio italiano.
Partiamo dal presupposto che le prestazioni di squadre come Juventus e Inter sono senza dubbio da ammirare, ma non si può ignorare il modo in cui questi stessi club, attraverso la loro influenza mediatico-sportiva, riescono a plasmare la narrazione calcistica. Marotta e i suoi dirigenti hanno saputo creare un’armatura di protezione attorno alle loro squadre, mentre il Napoli, da sempre, si è dovuto fare strada con le proprie forze, spesso sfidando i mulini a vento di un sistema che pare favorire chi già ha di più.
Le ultime affermazioni di Criscitiello, che toccano vari aspetti legati al Napoli e al suo rapporto con la federazione e gli organi di stampa, non possono che infastidire i tifosi. I partenopei sentono di non ricevere il dovuto rispetto, e il continuo rimarcare che il Napoli “deve dimostrare di più” mentre altre squadre, ben più favorite, non subiscono lo stesso tipo di scrutinio, lascia un’amara sensazione di ingiustizia.
Il tifoso napoletano è fiero della propria storia, della propria cultura e della passione che contraddistingue il tifo azzurro. Eppure, questo fervore viene spesso travolto dalle aspre critiche e dalla continua delegittimazione del proprio club. Gli appassionati vedono uno schema preoccupante: ogni piccolo errore del Napoli viene amplificato, mentre le mancanze di altre squadre vengono minimizzate o scusate come “incidenti di percorso”.
Alla luce di quanto esposto, il sentimento che si respira tra i tifosi del Napoli è chiaro e forte: basta con questa narrativa che vede il Napoli come il “cattivo della storia”. È giunto il momento che venga riconosciuto il valore autentico della squadra e dei suoi sostenitori, che ogni domenica riempiono gli stadi con passione e calore.
In conclusione, non si tratta solo di un semplice dibattito calcistico; si tratta di riconoscere il posto del Napoli in un calcio che spesso cerca di schiacciare l’uguaglianza sul campo. Il tifo napoletano è un atto di resistenza culturale e sportiva. E finché ci saranno quei colori azzurri a brillare, ci sarà sempre una voce a urlare: Napoli contro il sistema. Una battaglia che continua e che chiama a raccolta tutti coloro che credono in un calcio più giusto.
È ora che si alzi il velo su una realtà da troppo tempo ignorata. I tifosi del Napoli meritano ascolto e rispetto. Che ne dite? Siete pronti, finalmente, a riconoscere la grandezza di questo club?
