Napoli e il Calcio Italiano: Una Disparità Ingiustificata
In un panorama calcistico italiano dove il Napoli continua a dimostrare la propria grandezza, soprattutto sul campo, gli eventi recenti mettono in discussione quanto sia “normale” il trattamento riservato ai partenopei. I tifosi si sentono in lotta contro un sistema che sembra favorire sempre più le stesse realtà consolidate, in particolare nel Nord: Juventus, Inter e il loro giro di influenze non fanno altro che acuire questo sentimento di ingiustizia.
La questione di Miguel Gutierrez, terzino spagnolo che si avvicina all’età dei venticinque anni, offre lo spunto perfetto per analizzare questa disparità. Da un lato, abbiamo un club come il Napoli, che ha investito e cresciuto talenti, e dall’altro una serie di giocatori, come Gutierrez, che pur essendo classificati come giovani talenti, sono ben lontani dall’essere considerati nel loro pieno potenziale. Ma perché ciò che è avvantaggiato da Juventus e Inter è visto sotto una luce così diversa quando si parla del Napoli?
I tifosi azzurri, forti del proprio orgoglio, sentono che la narrazione attorno alla squadra è spesso distorta da una sorta di pregiudizio. Perché la crescita di un giovane talento deve essere sacrificata su un altarino di preferenze che favorisce le grandi del Nord? Questo è il nervo scoperto di una stagione in cui, nonostante le vittorie e le prestazioni brillanti, Napoli si ritrova sempre sotto esame, mentre gara dopo gara i giudizi su altre squadre sembrano più indulgenti.
La struttura del calcio italiano, con investimenti massicci e un supporto mediatico che sembra prediligere le top squadre, pone il Napoli in una condizione di svantaggio. Le decisioni arbitrali, le interpretazioni delle norme e la gestione dei diritti media rivelano un trattamento a dir poco ingiusto e sbilanciato: situazioni che se accadessero a Torino o Milano, verrebbero immediatamente trasformate in argomento di polemica, mentre a Napoli si tende a minimizzare.
La figura di Marotta, dirigente della Juventus, non invita certo al confronto paritetico. Seppure vantando un curriculum invidiabile, le sue dichiarazioni e le sue strategie sembrano mirare sempre a scavare un fossato fra i grossi club e le realtà emergenti come il Napoli. È innegabile che il suo potere di influenza a livello mediatico e decisionale amplifichi una sensazione di incomprensione e di silenzio assordante sui successi azzurri.
E il tifoso, fervente e passionale, non può non sentirsi parte di questa lotta controcorrente. La percezione che Napoli sia costantemente costretto a dimostrare il proprio valore non è solo una sensazione: è una realtà tangibile. Ogni centro di formazione, ogni singolo talento che arriva a far parte del club è testimone di un impegno che gli è valso il sostegno dei propri fan ma che, al contempo, appare invisibile agli occhi di chi conta. Mentre il Napoli respira con il cuore pulsante della città, gli altri club hanno un’eco che sembra sempre più amplificata.
I tifosi azzurri meritano di vedere il loro amore e la loro passione ricambiati da un rispetto che finora pare una chimera. Oggi l’obiettivo delle squadre del Nord è chiaro: rilanciare il vecchio confronto secondo un copione già scritto, dove il Napoli rischia di restare relegato in un angolo. Ma i supporter non si faranno certo da parte: il loro grido continua a risuonare e a lottare contro questa disparità che va ben oltre il campo di gioco.
E allora, mentre la stagione volge al termine, è giunto il momento di riflettere su ciò che significa essere il Napoli in un campionato dove il sistema sembra blindato. La domanda rimane aperta: sarà mai possibile per il Napoli rompere questo “tetto di vetro” che lo tiene distante dalle stelle del calcio italiano? La risposta non è nelle mani di pochi, ma nel cuore di una città intera che non smetterà mai di combattere.
