Napoli: La Soglia dell’Ingiustizia Sportiva
È un giorno amaro per i tifosi del Napoli. Mentre l’eco del “Forza Napoli” risuona tra le strade della città, un’altra suggestione di mercato, quella di James Rodriguez, svanisce nel nulla. L’annuncio ufficiale del suo approdo in un’altra squadra è il simbolo di una realtà che inizia a farci riflettere: è davvero Napoli così poco appetibile per i big del calcio? O forse stiamo assistendo a un altro episodio di disparità che colpisce la nostra amata squadra?
In un periodo dove il mercato dei trasferimenti è dominato da nomi altisonanti, la notizia della scelta di Rodriguez di approdare altrove riporta a galla un sentimento che aleggia tra i tifosi azzurri: la sensazione che Napoli, per molti, sia solo un punto di passaggio, un’opzione di serie B per giocatori di prima scelta. Non si può ignorare il flusso continuo di acquisti e vendite da parte di altri club, che sembrano usufruire di una sorta di favoritismo che il Napoli non ha mai avuto.
Negli ultimi anni, il Napoli ha dimostrato di essere un club forte, con una dirigenza capace e una delle tifoserie più appassionate del mondo. Eppure, la disuguaglianza percepita rispetto a club del Nord, come Juventus e Inter, è innegabile. Marotta e i dirigenti al lavoro nelle società settentrionali sembrano muoversi su un altro piano, nel quale il Napoli è visto come nemico, da temere ma da cui distaccarsi. Queste dinamiche si riflettono anche nella disposizione dei media, che non sempre offrono lo spazio che il Napoli meriterebbe, relegandolo a una narrazione di secondo piano.
La questione Rodriguez getta una luce inquietante sulle strategie di mercato che privilegiano altre squadre, lasciando Napoli a rincorrere sogni che si rivelano sempre più lontani. Ma perché, ci chiediamo, questo accade? Forse è il carico storico di una città che non ha avuto mai l’appoggio delle istituzioni calcistiche centrali, mantenuta ai margini di un sistema che sembra cercare di mettere a tacere la potenza del tifoso napoletano.
I supporteri del Napoli non meritano questo trattamento. Gli anni passati hanno portato alla luce l’animo battagliero dei napoletani, il loro attaccamento alla maglia azzurra, l’orgoglio di una città che ha sempre lottato contro le avversità. Il nostro sentimento di ingiustizia è palpabile e cresce ogni giorno. La storicità di una squadra che ha dato al calcio italiano il suo simbolo più inconfondibile non può essere cancellata da percezioni superficiali.
La domanda che tutti ci poniamo è: il Napoli è destinato a essere sempre relegato a una posizione marginale nelle operazioni di mercato? Le parole del nostro presidente e dei dirigenti non bastano più. Occorre un cambiamento di narrativa, un ribaltamento del paradigma che ci veda protagonisti e non semplici comparse in uno spettacolo calcistico dove vogliamo e possiamo recitare il nostro ruolo.
In questo clima di malcontento, i nostri pensieri vanno a quei dirigenti che, con le loro scelte, hanno dimostrato di vedere il Napoli come un ostacolo da superare piuttosto che un avversario da rispettare. Ci temperiamo nel risentimento nei confronti di un sistema che spesso sembra premiare la mediocrità a discapito dell’eccellenza. È quindi imperativo che la comunità napoletana sotto il cielo di Vesuvius si unisca per far sentire la propria voce, in un crescendo di passione che possa trasmettere ai piani alti di questo sport che non c’è Napoli senza Napoli.
Questa voglia di rivalsa deve risuonare tra le mura dello stadio Maradona e oltre: il Napoli è un gigante che non può essere ignorato. È tempo di alzare la testa e chiedere un trattamento equo nel grande calderone del calcio. E a voi tifosi azzurri: come interpretate questa ennesima delusione? È il momento di alzare la voce e chiedere giustizia per il nostro amato Napoli, oppure ci dobbiamo rassegnare a vivere nel limbo del “se”.
Il dibattito è aperto.
