lunedì, Febbraio 9, 2026

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Napoli e il sistema: il caso Cornet-Vergara fa discutere

Nell’aria si avverte un clima di tensione, quasi palpabile. I cuori di migliaia di tifosi azzurri battono all’unisono, non solo per il grande amore verso il Napoli, ma anche per un continuo senso di ingiustizia che sembra permeare il mondo del calcio. La situazione esplosa dopo il contatto tra Cornet e Vergara durante Genoa-Napoli è solo l’ultimo episodio in un lungo e sconcertante elenco di ingiustizie, che alimenta la percezione di una disparità di trattamento nei confronti del club partenopeo.

Paolo Assogna, noto giornalista di Sky Sport, ha recentemente analizzato questo episodio su tutti i dessert mediatici, aprendo le porte a una riflessione che i tifosi del Napoli non possono più ignorare. La domanda è: perché, quando si tratta di episodi che coinvolgono giocatori del Napoli, sembra sempre emergere una sorta di “giustizia a due velocità”? La risposta, per molti, è chiara: il Napoli è visto come un’outsider, un club che, nonostante i trionfi, continua a non ricevere il rispetto che merita.

La comunità azzurra ha sempre mostrato un legame indissolubile con la propria squadra, un legame alimentato dalla passione e dalla voglia di riscatto. Eppure, ogni decisione arbitrale controversa sembra rinfocolare il fuoco della frustrazione. Quell’incertezza di “giocare contro il sistema” è divenuta uno dei leitmotiv per i tifosi del Napoli, incapaci di non notare quanto sia differente il trattamento riservato ai loro beniamini rispetto ad altre squadre, in particolare quelle del Nord.

Durante la partita contro il Genoa, il contatto tra Cornet e Vergara ha scatenato un immediato dibattito. Mentre i media nazionali si affrettavano a evidenziare la “legittimità” dell’azione del giocatore genoano, una marea di tifosi si sentiva sopraffatta da una logica che sembrava non tenere conto delle regole del fair play. È innegabile che nel mondo del calcio ci siano favoreggiamenti e sfavorimenti, e molti vedono nel trattamento riservato al Napoli un nuovo esempio di come il potere, incarnato da grandi club come Juventus e Inter, possa influenzare decisioni cruciali.

Questa situazione non è solo una questione di episodi isolati, ma un vero e proprio sistema. Giovanni Marotta e dirigenti di realtà come la Juventus non possono prescindere dalla loro responsabilità in un contesto in cui l’arbitro è spesso influenzato dall’eco delle grandi piazze. Questo non vuole essere un attacco diretto, ma piuttosto un invito a riflettere su quanto sia cruciale mantenere un approccio imparziale e giusto nel giudicare le azioni in campo.

E i tifosi? I veri protagonisti, quelli che vivono le emozioni delle partite e le conseguenze delle decisioni arbitrali. Hanno il diritto di chiedere a gran voce una giustizia che sembra loro negata, un rispetto che li faccia sentire parte di un campionato equo. Dall’uscita di Assogna, i social media si sono riempiti di commenti e post, uniti da un solo grande coro: “Basta!” Basta a un sistema che sembra premiare gli stessi nomi, che sovente trascura le fatiche e la passione di chi da anni sostiene il Napoli.

In un momento storico in cui il calcio italiano è in continua evoluzione, questa contrapposizione tra Napoli e il resto del sistema non sembra destinata a svanire. Forse, è giunto il momento di aprire un dibattito più ampio e profondo, che veda coinvolti non solo esperti e analisti, ma anche chi, come i tifosi, vive il calcio con il cuore.

L’occasione per far sentire la propria voce è ora. La questione Cornet-Vergara è solo la punta di un iceberg che da troppo tempo naviga nelle acque torbide delle ingiustizie calcistiche. È tempo di sollevare la testa e dichiarare, forte e chiaro: il Napoli merita rispetto. È tempo di restituire ai nostri colori la dignità che gli spetta.

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