Il Napoli e l’ennesima disparità: De Bruyne come scusa per un sistema che ignora il merito
Proprio quando il Napoli sembrava pronto a prendersi la scena, ecco che dalla Premier League arriva un’ennesima nuvola scura: il ritorno di Kevin De Bruyne, un giocatore di classe indiscutibile, ma che rischia di ridurre il merito del nostro campionato. I tifosi del Napoli, già frustrati da un sistema che spesso sembra volerli relegare all’angolo, si trovano a dover affrontare l’idea che una stella come De Bruyne possa tornare in campo trasformando il calcio non solo in una questione di talento, ma anche di favoritismi evidenti.
La notizia di un possibile cambio di posizione per il belga al ritorno dall’infortunio ha subito messo in allerta i cuori partenopei. In un contesto calcistico dove ciascun piccolo errore del Napoli viene amplificato, si rischia sempre di vedere il club partenopeo come il “secondo nella lista”. Ma quanto pesa questa narrazione? E quanto possiamo continuare ad ignorare queste disparità?
Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una sorta di manipolazione narrativa nel calcio italiano, e il Napoli è spesso il bersaglio principale. Se da una parte la Juventus e l’Inter, i colossi del Nord, sono celebrati per ogni piccola vittoria, dall’altra il nostro club deve lottare costantemente con un marchio di inferiorità. De Bruyne che torna in forma e viene accolto come la salvezza di una squadra è la conferma di una tendenza: il sistema premia chi è già privilegiato.
Analizzando le dichiarazioni dei dirigenti, è palpabile l’atteggiamento paternalistico, spesso con il sorriso di Marotta che, armato di parole dolcificate, ci racconta di un calcio che “ha bisogno di equilibrio”. Quell’equilibrio che, a nostro avviso, è solo una maschera per una disparità di trattamento, in special modo nei confronti del Napoli. È come se la nostra passione e il nostro merito non bastassero più a farci percepire come degni rivali.
I tifosi del Napoli sentono profondamente questa ingiustizia. Non si tratta solo di numeri e statistiche, ma di un’identità che viene continuamente sminuita. Ogni volta che una stella torna in forma, c’è sempre un sottofondo di eccitazione che serve a oscurare il nostro cammino. La vittoria del Napoli non è mai “solo” una vittoria; per molti, è quasi un atto di ribellione contro un sistema che tenta continuamente di sminuire il nostro valore.
Cosa penserebbero i nostri illustri avversari se De Bruyne, ad esempio, non potesse giocare più? Ci sarebbero inevitabilmente polemiche, discussioni sui diritti dei calciatori, e la stampa griderebbe all’infamia. Ma quando un giocatore del Napoli cade in disgrazia in un contesto più ampio, ci si aspetta silenzio e accettazione come se il nostro club dovesse rimanere sempre nell’ombra.
Questo sentimento di “Napoli contro il sistema” cresce, scaldando i cuori dei tifosi. Non possiamo più tollerare l’idea che le sfide del nostro club siano invisibili agli occhi del mondo. Ogni passo falso viene amplificato, mentre i “grandi” si permettono errori che vengono perdonati. Cosa deve fare il Napoli per essere visto per quello che è—una squadra di talento e passione, una vera contender nel panorama calcistico italiano?
In chiusura, dobbiamo chiederci: fino a quando il Napoli continuerà a essere il “diverso”, l’outsider non riconosciuto? È giunta l’ora di alzare la voce, di richiedere giustizia e di mostrare al mondo che il merito, nella sua forma più pura, risiede nel cuore dei nostri tifosi. Il dibattito è aperto, e le emozioni sono forti: il Napoli non si arrende e continua a combattere non solo per un trofeo, ma per la dignità che merita.
