Chi ha voluto fortemente Noa Lang al Napoli? La domanda rimbalza come un pallone fra i tifosi azzurri, sollevando polveroni e polemiche. Sinceramente, non siamo davanti a un fuoriclasse, ma a un buon calciatore. E questo è proprio il punto: in un momento cruciale per la stagione, quando ci si aspetta una rosa competitiva al top, l’attesa sembra deludere.
È vero, Lang ha segnato qualche rete e sta cercando di farsi notare, ma le aspettative su di lui sono altissime. I tifosi si domandano: “È davvero ciò di cui abbiamo bisogno per tornare a lottare per il vertice?” Essere un buon giocatore non basta a Napoli, lo sappiamo bene. Qui vogliamo emozioni, vogliamo magia e, soprattutto, vogliamo vincere.
Un esperto, che preferisce rimanere nell’ombra, ha dichiarato: “Questa è una scommessa. Ma non possiamo permetterci di perdere tempo.” Ecco, il punto è proprio questo: il tempo scorre e le altre squadre si rafforzano. Mentre noi, al momento, ci aggrappiamo a speranze e sogni di gloria che non si materializzano. La cosa più triste è che, mentre discutiamo su Lang, ci dimentichiamo di ciò che significa essere partenopei. E la verità tagliente da bar è che la pazienza sta per esaurirsi.
I nostri avversari ridono, e noi? Restiamo qui a dibattere, a chiederci se Lang farà la differenza o sarà un altro nome in un lungo elenco di promesse non mantenute. La folla si agita, le chat esplodono: c’è chi difende l’acquisto e chi lo critica ferocemente. “Servivano top player, non scommesse,” è il mantra che risuona fra le mura del San Paolo.
Quello che conta è come ci faremo trovare pronti. Con un Lang che rimedia a un errore o con un Napoli che continua a cedere incertezza? Siamo pronti a tornare in alto, o ci accontenteremo di essere soltanto “buoni”? La palla è nel campo dei tifosi: cosa ne pensate?
