Ad Open Var, il componente dell’AIA Dino Tommasi non ha risparmiato commenti su quanto accaduto in Inter-Atalanta, un match che ha sollevato più di qualche polemica tra i tifosi. “Non possiamo nasconderci dietro un dito”, ha dichiarato, lasciando intendere che la situazione è più complessa del previsto.
Ma la domanda sorge spontanea: quanto conta l’arbitraggio in partite così decise? Proprio come il Napoli, che ha sempre dovuto lottare contro un sistema che a volte sembra non favorirlo, ci sono episodi che fanno sobbalzare i tifosi. L’assenza di chiarezza in alcune decisioni, come ad esempio un rigore non concesso, è un macigno pesante sulla coscienza di chi arbitra. E qui la tensione sale, perché i supporters azzurri sanno bene cosa significa sentirsi poco ascoltati, mentre altre squadre sembrano galleggiare su un mare calmo di favoritismi.
Ma torniamo a Tommasi. La sua analisi tocca un nervo scoperto: il VAR, strumento che avrebbe dovuto risolvere tutte le controversie, sembra a volte complicare ulteriormente le cose. “Strumenti ottimi, ma mal gestiti”, ha chiosato, e chi è tifoso del Napoli non può non fare un parallelismo con episodi storici che hanno
fatto discutere e arrabbiare. Quante volte abbiamo visto azioni simili invertite a nostro sfavore?
L’intensità di partite come quella di ieri può far perdere il lume della ragione, ed è facile cadere nella trappola dell’odio verso gli arbitri. Ma qui non si tratta solo di un errore umano; è un sistema che, in certe occasioni, sembra disegnato per rendere giustizia altrove.
E ora, con questo scenario in mente, vi chiedo: quanto pesa il fattore arbitrale sui risultati finali? I tifosi del Napoli sono sazi di dover combattere su più fronti: quello del campo e quello della direzione arbitrale.
Le vostre opinioni fanno la differenza. È ora di accettare le sfide e discutere: il Napoli merita più rispetto o è ora di smettere di lamentarsi? Fa rumore il silenzio della giustizia, non credete?
