giovedì, Gennaio 8, 2026

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Sabatini non le manda a dire: Napoli-Empoli, una storia di calcio spietato e vita un po’ bastarda

Il Napoli ha dominato l’Empoli in una partita che ha lasciato tutti a bocca aperta, e ora il giornalista sportivo Sandro Sabatini non si è risparmiato nei commenti sul campo. Che schiacciamento, amici! #NapoliStracciaTutti #SerieAChaos #CalcioSenzaFiltri

Nel suo editoriale, il giornalista sportivo Sandro Sabatini ha affrontato il successo del Napoli contro l’Empoli, senza peli sulla lingua come al solito.

Con un’analisi diretta e un po’ tagliente, Sabatini ha messo in evidenza come questa vittoria rifletta il caos tipico del campionato, dove i forti calpestano i deboli senza troppe cerimonie.

Che bella storia di calcio e di vita – seppure un po’ crudele. Che bel racconto, questo campionato equilibrato dopo tempi di fughe solitarie. Il fascino romantico della sfida a distanza di anni e di bandiere non deve però distrarre dalla concretezza. Dieci assist più dodici gol: queste sono le statistiche, non banali, di Romelu Lukaku. Che non sarà più l’attaccante dominante dello scudetto interista, come si sente dire, ma con 10 assist più 12 gol (è giusto riscriverli, certi numeri) è determinante per le speranze di scudetto napoletano”

“Lobotka non è quello di Spalletti, ma non sfigura nel contesto “contiano”. E il centrocampo si completa con McTominay tuttofare: corre e rincorre, imposta e conclude. Politano ha l’icona al 100%: sempre attaccato al caricabatterie. Lukaku ha dalla sua la forza dei numeri (gol e assist) più la forza pura del centravanti bodyguard per tutti i compagni. Infine Neres: in verità dimenticato a sinistra, come se il Napoli preferisse giocare sul piano inclinato dalle parti di Politano”

“Il Napoli supera dunque lo stress test della mini rincorsa differita sulla capolista. I punti restano tre, come gli appuntamenti interisti attorno alla gita pre-Pasquale che Antonio Conte ha in programma sabato a Monza. Invece Inzaghi ha la trasferta di domenica a Bologna, preceduta dal Bayern che non è un ramoscello d’ulivo e dal derby di Coppa Italia che non assomiglia mai a una scampagnata di Pasquetta”