Silooy dell’Ajax: Olandesi al Napoli e Chivu all’Inter, chi se la cava? #SerieA #Olanda #CalcioFemminile #Napoli
Sonny Silooy, l’ex nazionale olandese che ora fa il vice allenatore per l’Ajax femminile, si è sbottonato su alcuni temi bollenti della Serie A, senza peli sulla lingua. Parlando di calciatori olandesi finiti al Napoli, ha condiviso le sue opinioni schiette su come se la passeranno laggiù.
Sul difensore Beukema e l’ala Lang, Silooy non ha risparmiato commenti diretti. “Sam è un bravissimo difensore, ha giocato bene in tutte le squadre in cui è stato, per questo si è meritato il Napoli. Lang è una persona speciale, era qui all’Ajax. A volte è speciale nel senso positivo, altre in negativo: questo dipende molto da come viene gestito dall’allenatore. Se l’allenatore lo rende felice, allora può fare belle cose. Non so se ora lo sia, ma il mister è Conte e lui sa cosa serve per vincere al Napoli”.
Ma certo, non tutto è rose e fiori: Silooy ha sottolineato come il modulo di gioco non aiuti granché Lang. “Certamente anche questo è un aspetto da considerare, lui gioca con il 3-5-2 e Lang è uno che si esprime bene nel 4-3-3. In questo modo uno come Lang, un’ala pura, è depotenziato, non può esprimersi al meglio”. Un parere brutale, che fa capire quanto il calcio possa rovinare un talento se non lo metti nel suo habitat naturale.
Passando a un altro olandese di grido, Silooy ha detto la sua su Cristian Chivu, ex pilastro dell’Ajax ora al timone dell’Inter. “La sua storia come calciatore la conosciamo, come tecnico è giovane, è partito da una squadra più piccola e oggi ha in mano l’Inter. Lì devi essere non solo un allenatore, ma un gestore di un gruppo di persone, che sono anche grandi giocatori. Il suo compito più difficile è quello di convincere queste persone a fare quello che vuole lui, ad andare in guerra per lui. Quando raggiungi quell’obiettivo, poi puoi fare anche errori”. Insomma, Chivu deve imparare a domare un branco di primedonne, e Silooy lo sa bene, vista la sua esperienza. Un’analisi che non edulcora la pillola sul mondo spietato del management calcistico.
