La cessione di Giovanni Simeone al Torino continua a far discutere i tifosi del Napoli. E non potrebbe essere altrimenti! Chi ha davvero apprezzato il Cholito sa quanto cuore ci metteva in ogni partita. “Venire a Napoli è un sogno, mi sento già a casa”, ha detto una volta. E oggi, vedendolo indossare un’altra maglia, la delusione è palpabile.
Il suo attaccamento alla maglia non si può dimenticare. Ogni volta che segnava, era come se avesse ripagato all’istante quella fiducia che i tifosi riponevano in lui. Ma il calcio è anche business, e alla fine ha prevalso una logica che a molti sembra distante anni luce dalla passione che ci mettiamo noi, tifosi vero; è facile parlare di numeri e bilanci, ma qui si tratta di amore. Amore per una maglia che ha una storia, e non solo un prezzo.
C’è chi dice che il Napoli avrebbe dovuto tenere il Cholito, che il suo talento non andava svenduto. Altri, invece, sostengono che in squadra ci sono alternative valide; alcuni addirittura lo vedono come un’opportunità per dare spazio a giovani talenti. Ma la sensazione rimane: quanti gol avremmo visto da Simeone quest’anno?
E non parliamo di cosa potrebbe succedere quando giocherà contro di noi. Sarà un’altra di quelle domeniche infuocate, quella tensione che ci fa sudare freddo. Che effetto avrà vedere Simeone esultare sotto la curva avversaria? “Non perdonerò mai questa scelta”, sento già dire ad alcuni.
È questo il lato amaro del nostro amato sport. Ogni cessione porta con sé un carico emotivo che non si può quantificare. Qui si tocca la nostra passione, si gioca con i nostri sentimenti. Siamo pronti a discutere, a litigare nei bar, a sostenerci, ma anche a criticarci.
Simeone è solo un capitolo in un libro che continua a scriversi. La domanda resta: questa scelta ci porterà vantaggi reali? Oppure ci lascerà con un rimpianto che nessun gol potrà cancellare? Chissà, il dibattito è aperto, e noi lo vivremo fino in fondo. Cosa ne pensate?
