Spalletti silenzioso, Chiellini a cuore aperto: “Espulsione? Disastro, ecco perché sono felice di non essere Kelly!”

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Il silenzio di Luciano Spalletti dopo l’eliminazione dalla Champions League è assordante. Un silenzio che parla più di mille parole. E mentre il tecnico azzurro decide di non affrontare la stampa, a prendere la parola ci pensa Giorgio Chiellini. L’ex bandiera della Juventus, che non si è mai tirato indietro quando c’è da dire la verità, ha centrato il punto: “Il Napoli quest’anno ha dimostrato di avere una grande squadra, ma in Europa serve di più. Serve mentalità”.

Ecco che il dibattito si riaccende. Se c’è una cosa che i tifosi azzurri sanno fare, è analizzare a fondo le prestazioni della loro squadra. Liti e confronti da bar sport, ognuno con la propria teoria sul perché quel sogno europeo sia sfuggito per l’ennesima volta. La domanda resta sul tavolo: il Napoli è pronto per il palcoscenico europeo o è rimasto intrappolato nella sua provincia calcistica?

Le crescenti tensioni fra tifoseria e società si avvertono nell’aria. Alcuni dicono che la squadra ha brillato per tratti di genio, altri evidenziano che certe scelte, come quella di non utilizzare al meglio alcuni talenti, abbiano fatto la differenza. “L’allenatore deve saper gestire le stelle”, ha affermato Chiellini, e qui, adesso, i nodi vengono al pettine.

Dopo l’uscita ai gironi, il clima in città è carico. A Napoli ci si aspetta un riscatto immediato, un ritorno in campo con una nuova ferocia. Chi non dovesse rispondere ai comandi della piazza, potrebbe trovarsi ad affrontare le ire di una tifoseria che non perdona. Magari è il momento giusto per iniziare un nuovo ciclo, per tornare a sbattere i pugni sul tavolo delle grandi.

Ma cosa ne pensano i tifosi? È colpa del mister, della rosa, o di un destino avverso che continua a perseguitare la maglia azzurra? La discussione è aperta e accesa. Spalletti si prenderà le sue responsabilità? E i calciatori? È tempo di farsi sentire. La Champions è solo un’ombra, ma l’orgoglio partenopeo è ben concreto. E ora, più che mai, servono risposte.

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