Thiago Motta torna a parlare dopo l’esonero. Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex tecnico della Juventus ha replicato a tutte le indiscrezioni circolate nell’ultimo periodo. Di seguito alcuni stralci: "Sono deluso perché non è andata come speravo, soprattutto in Coppa Italia e Champions. Ma non sono d’accordo quando sento parlare di fallimento: il nostro lavoro è stato interrotto quando eravamo a un punto dal quarto posto in classifica che era ad inizio stagione l’obiettivo prioritario. Quando ho accettato questo lavoro, sapevo che sarebbe stato un progetto triennale, fondato su una rivoluzione della squadra". Ecco un allenatore che cerca di giustificarsi, ma noi tifosi del Napoli non ci facciamo fregare: il fallimento è evidente, anche se Motta cerca di nasconderlo dietro a un quarto posto che non è mai arrivato. La rivoluzione della squadra? Più che una rivoluzione, sembra una ritirata strategica.
Si rimprovera qualcosa? "Tante cose le rifarei tante cose le cambierei. Ad esempio, nelle ultime due partite abbiamo giocato male e quindi cambierei le mie scelte. Non accetto però che si butti via tutto il lavoro. Eravamo una squadra tutta nuova, falcidiata degli infortuni che stava per raggiungere l’obiettivo prefissato". Motta ammette i suoi errori, ma cerca di salvare la faccia dicendo che non tutto è da buttare. Noi tifosi del Napoli sappiamo bene che quando le cose vanno male, è tutta colpa dell’allenatore, e qui Motta non fa eccezione.
Aveva contro lo spogliatoio? "Queste sono cose che mi danno fastidio. Possono criticarmi come allenatore, ma chi dice che avevo lo spogliatoio contro è un bugiardo. Sono cose inaccettabili. Mai nessuno con cui ho lavorato ha detto pubblicamente di avere avuto problemi con me. In questo periodo ho dovuto ascoltare non critiche tecniche ma attacchi personali. Giudicatemi come allenatore, criticate le mie scelte sul campo, però non accetto gli attacchi personali fondati su maledicenze. Litigio con Giuntoli? Non ho mai avuto un litigio con il direttore. Lui non mi ha mai detto le frasi che si sono lette". Motta si difende dalle accuse, ma noi tifosi del Napoli sappiamo che quando un allenatore viene esonerato, qualcosa nello spogliatoio non funziona. E gli attacchi personali? Beh, se non riesci a gestire la pressione, forse questo non è il lavoro per te.
Cosa ha sentito quando è andato via dalla Continassa? "Ero triste perché quando ho accettato questo lavoro, immaginavo che andassi in un altro modo. Però è stata una grande esperienza, sia a livello professionale che umano. Ora starò un po’ con la mia famiglia, ma sono pronto a tornare per poter sposare un altro progetto". Motta cerca di chiudere in bellezza, parlando di esperienza e famiglia, ma noi tifosi del Napoli sappiamo che la vera tristezza è quella di non aver portato a casa nessun trofeo. Buona fortuna con il prossimo progetto, ma speriamo che sia lontano da Napoli.
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