Il 26 maggio, allo stadio Diego Armando Maradona, il Napoli dirà addio al suo mitico numero 10. Un evento benefico che sa di ultimo tango azzurro, tra lacrime e polemiche.
Fuorigrotta trema già. Immaginate: il Pibe de Oro che ci guarda dal cielo, mentre l’ultimo 10 calcato sul campo del suo tempio diventa storia. Non un addio qualunque, ma un golpe al cuore dei tifosi.
Parliamo chiaro: dopo Maradona, quel numero è stato un peso. Politano, Insigne, ora chi? L’evento del 26 è benefico, ok, ma perché trasformarlo nell’epitaffio del Diez?
“È il momento di voltare pagina, ma con rispetto eterno per Diego”, mi ha confidato un ex azzurro vicino alla società, la voce rotta dall’emozione.
E noi, gente di Napoli? Quel 10 non è una maglia, è un giuramento. Indossato da un fenomeno, profanato da troppi.
Polemica feroce: ritiramolo sul serio, o lo svendiamo a un altro mercenario? Il Napoli post-Sarri, post-Spinazzola, ha bisogno di eroi, non di numeri vuoti.
Fuorigrotta ribolle. Tifosi in subbuglio sui social: “Basta esperimenti, dateci un 10 alla Maradona!”
Il 26 maggio non è una partita. È un referendum azzurro. Voi da che parte state? Ditecelo, fate casino nei commenti!
