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Ultrà Inter arrestato per detenzione di armi da guerra resta in carcere, il gip: “Quadro inquietante”

Cronaca Sportiva: La Giustizia Colpisce la Curva Nord

Un noto ultrà dell’Inter, Cristian Ferrario, è stato arrestato recentemente con l’accusa di detenzione di armi da guerra, confermando una seria escalation nei livelli di violenza organizzata legata al tifo calcistico. Il gip di Milano, Domenico Santoro, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo di 50 anni. Durante l’interrogatorio, Ferrario ha negato qualsiasi coinvolgimento, affermando di “non sapere nulla” delle armi scoperte nel magazzino di Cambiago, ritenuto un arsenale della Curva Nord.

Un Arsenale Nascosto

Le forze dell’ordine hanno rinvenuto un vero e proprio “santabarbara” composto da “bombe a mano, kalashnikov e proiettili”. Secondo il giudice, questo scenario suggerisce una dimensione criminale degli ultras “ancora più preoccupante” rispetto a quanto emerso finora. L’inchiesta, denominata “doppia curva”, aveva già portato alla luce accuse di associazione per delinquere, aggravate da presunti legami mafiosi.

Coinvolgimenti Importanti

La responsabilità per l’arsenale è attribuibile a Ferrario e al capo ultrà della Curva Nord, Andrea Beretta, già incarcerato dal 5 settembre per l’omicidio dello ‘ndranghetista Antonio Bellocco. Questa ulteriore scoperta accende i riflettori sulla grave realtà criminale che si cela sotto il tifo organizzato, sollevando interrogativi sull’estensione del fenomeno e sull’esigenza di misure stringenti per contrastarlo.

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