Il legame tra la posizione del Napoli in classifica e il rendimento del suo attaccante, Romelu Lukaku, continua a generare dibattiti accesi tra tifosi e addetti ai lavori. La percezione generale è che il possente centravanti belga non sia lo stesso di qualche anno fa, quando con l’Inter dominava incontrastato. Tuttavia, c’è un elemento cruciale che differenzia il Lukaku di oggi dal passato, e non è solo una questione di età.
### Un Ruolo Diverso per Lukaku
All’Inter, Romelu Lukaku era imbattibile nel duo con Lautaro Martinez, in una squadra che poteva vantare una spiccata vocazione offensiva grazie a giocatori come Hakimi, devastante sulla fascia destra. In questo Napoli, invece, ‘Lukaku è un regista offensivo, è fondamentale per gli altri più di quanto gli altri non lo siano per lui.’ Il suo compito principale è quello di pulire palloni con fisico, astuzia e mestiere, adattandosi a una strategia che vede poco sfruttate le corsie laterali per servire cross decisivi.
### Il Lavoro Oscuro del Bomber
‘I palloni da convertire in gol, per intenderci, sono pochi.’ E mentre i rifornimenti dal fondo e gli spunti in verticale si rarefanno, il contributo di Lukaku emerge nel lavoro oscuro. La sua capacità di smistare i palloni spalle alla porta favorisce l’inserimento degli altri giocatori, una strategia pianificata nei minimi dettagli durante la sessione di mercato estiva per sfruttare al meglio le sue caratteristiche uniche.
### In Numeri Tutto Torna
Che Lukaku sia il perno del Napoli è confermato dai numeri espressi quest’anno: 9 gol e 7 assist. Prestazioni che hanno contributo, indirettamente, anche al sorprendente rendimento realizzativo dei centrocampisti come Anguissa e McTominay. Per Conte, una volta suo stratega all’Inter, ‘va bene così’. Ed è così che Napoli punta in alto, costruendo il suo successo sul lavoro prezioso del suo gigante belga.
