Paolo Ziliani, con il suo stile schietto e diretto, non le manda a dire. “La chiusura di Open Var è un furto di trasparenza”, ha esclamato oggi durante un’intervista. E come dargli torto? In un calcio che già di per sé si regge su un equilibrio precario tra giustizia e arbitri, togliere la possibilità di rivedere le decisioni è un passo indietro che sa di beffa.
Il Napoli, che sta splendendo come una cometa in questo campionato, potrebbe risentirne più di altri. Ogni contatto in area, ogni fallo, ogni rigore dubbio, ora rimarrà nell’ombra. E noi, tifosi azzurri, sappiamo bene quanto possiamo essere scottati da decisioni arbitrarie. Non è solo una questione di giustizia sportiva, ma di passione e dignità.
Il VAR è uno strumento che, nonostante le sue imperfezioni, ha portato alla luce molte delle ingiustizie che circolano nel nostro amato sport. Ogni partita è una battaglia, e non possiamo permetterci che le ombre si allunghino sui nostri eroi.
“Se non possiamo vedere l’errore, come possiamo imparare a correggerlo?”, ha continuato Ziliani, provocando una riflessione profonda tra i tifosi. Le polemiche non sono mai mancate, e ora l’assenza di un contraddittorio rende la situazione ancor più tesa. La paura di un arbitraggio opaco aleggia su ogni sfida.
Non stiamo parlando di piccolo cabotaggio, ma di come si costruisce la credibilità di un torneo. Il Napoli ha dimostrato di saper combattere contro tutti e contro tutto, ma adesso abbiamo bisogno che anche la giustizia non faccia favoritismi. Ogni decisione deve essere palesata, ogni errore deve essere a vista d’occhio.
Con Open Var, pensavamo che la trasparenza fosse finalmente alla nostra portata. E invece? Oggi, sembra che ci stiano dicendo che non meritiamo di sapere, che il “gioco” deve restare inaccessibile a noi, i veri protagonisti. La domanda sorge spontanea: siamo disposti a tollerare questo ennesimo sopruso?
I tifosi del Napoli non possono e non devono restare in silenzio. È il momento di far sentire la voce, di responsabilizzare gli organi competenti. Dopotutto, chi vive di passione e tifo ha il diritto di conoscere la verità. La lotta sportiva è anche una lotta di valori, e oggi più che mai dobbiamo rimanere vigili.
E voi, come vi sentite di fronte a questa decisione? È davvero il momento di abbassare la guardia? Aspetto le vostre opinioni.
