Dino Zoff, leggenda del calcio italiano, ha parlato con franchezza ai microfoni di Repubblica, discutendo l’evoluzione del calcio moderno e sottolineando alcuni aspetti ostacolanti. In particolare, Zoff ha evidenziato come gli anni recenti abbiano visto un incremento del "vittimismo" nel calcio: ‘È un calcio vero anche adesso, il problema è che prevale il vittimismo. Ti tocco e vai per terra’.
L’importanza dell’atletismo
Zoff ha sottolineato l’importanza dell’allenamento atletico e ha criticato la tendenza a "rotolare per terra" troppo facilmente. Questo atteggiamento, spiega, si sta diffondendo dai campi di calcio fino alle scuole, dove la responsabilità è spesso attribuita agli insegnanti piuttosto che agli studenti: ‘Credo che sia necessario essere atleti, non si può rotolare per terra così facilmente. Il vittimismo arriva anche nelle scuole, oggi se un bambino prende 5 è colpa del maestro. Prima non c’erano tante scuse’.
Ricordi d’infanzia
Ripensando alla sua infanzia, Zoff ha condiviso un ricordo personale di come si sentiva: ‘Ero un po’ lo scemo del villaggio, in porta i grandi mi facevano buttare sempre anche se…’. Le sue parole evocano l’immagine di un giovane Zoff che, nonostante le difficoltà, si dedicava con impegno al calcio.
Zoff: “Basta questo calcio in cui si va a terra per ogni contatto, non si può rotolare così!”
“È un calcio vero anche adesso, il problema è che prevale il vittimismo. Ti tocco e vai per terra”. Queste le parole di Dino Zoff, in una bella intervista concessa ai microfoni di Repubblica, di cui vi proponiamo alcuni estratti: “Credo che sia necessario essere atleti, non si può rotolare per terra così facilmente. Il vittimismo arriva anche nelle scuole, oggi se un bambino prende 5 è colpa del maestro. Prima non c’erano tante scuse”.
Cosa ricorda di quando era lei il bambino?
“Ero un po’ lo scemo del villaggio, in porta i grandi mi facevano buttare sempre anche se…
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