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Napoli: si compra la difesa o si compra l’alibi? Gatti, Favasuli e la solita liturgia

Il Napoli corre ai ripari con i nomi giusti per la difesa, ma la sensazione è che il mercato serva più a tamponare evidenze che a cambiare il paradigma gestionale della società.

Di Enzo Villa25 Luglio 2026 - 08:311 ora fa 2 min di lettura
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Napoli: si compra la difesa o si compra l’alibi? Gatti, Favasuli e la solita liturgia

Il problema è semplice e non nuovo: il Napoli parla di rafforzare la retroguardia, compra nomi che piacciono e spera che basti per cancellare una stagione difensiva da promemoria. Subito al cuore della questione: compreremo giocatori o consolazioni?

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L’urgenza difensiva

La notizia è quella riportata da Il Mattino: il club partenopeo sta lavorando per assicurarsi Federico Gatti e Alessandro Favasuli. Punto. Gatti, classe 1998, è il rinforzo di esperienza richiesto per dare fisicità e lettura del gioco; Favasuli, 2003, è la scommessa giovane. Questi sono i fatti, brevissimi e rassicuranti per il comunicato stampa.

I profili sul tavolo

Federico Gatti è descritto come un centrale imponente, forte nel gioco aereo e con esperienza utile anche in chiave leadership. Alessandro Favasuli arriva dall’orbita delle promesse: giovanissimo, tecnico, ancora giovane per crescere. Il mix “esperienza+futuro” è la formula che seduce i direttori sportivi e le headline estive/invernali.

La tesi: mercato come coperchio sui guai

La tesi editoriale è netta: nel calcio moderno il mercato spesso non cura i mali di fondo, li maschera. Si assume un centrale come se bastasse un farmaco miracoloso. La sensazione è che si punti più a tappare falle filmate per i social che a reinventare un’identità difensiva. È un lavoro di riparazione? Sì. È una strategia organica? Sembra di no.

Zio Paperone, la dirigenza e la piazza

Sotto la gestione di Zio Paperone la narrazione è collaudata: acquisti, comunicati e presentazioni che suonano più come vetrina che come progetto comunitario. Non si sta accusando nessuno di reati, si sta osservando un fatto culturale: il club appare spesso come una proprietà che comunica al pubblico-clientela, non come un habitat condiviso con la città e la tifoseria. I risultati sul campo restano l’unica sentenza, ma nel frattempo la retorica tiene banco.

Domande che non hanno bisogno di gentilezza

Questi innesti basteranno a riportare il Napoli nella lotta col trio Juventus, Inter e Milan? È legittimo chiederselo: la difesa è una questione di uomini, certo, ma anche di idee tattiche, continuità di progetto e gestione. Il mercato può comprare pedine; non compra la cultura del gioco.

In breve, i fatti sono chiari e meritevoli: Gatti e Favasuli possono essere utili. La critica è rivolta alla prospettiva: se l’intenzione è rattoppare, il risultato sarà rattoppato. Se l’obiettivo è ricostruire, servono più responsabilità strategica e meno cerimonie di mercato.

Ultima nota amara: il tifoso vuole vittorie e coerenza, non campagne acquisti che profumano di gestione emergenziale. A questo proposito, rimane la domanda che nessun comunicato stampa sembra voler affrontare davvero: vogliamo davvero rivoltare il modello o continueremo a dipingere di azzurro i rattoppi?

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