Costantino Favasuli ha debuttato al Maradona il 9 settembre 2026 nella partita di Champions League contro l’Arsenal, subentrando nella ripresa al 58′ e giocando circa 32–33 minuti nella sconfitta per 0-1 (rete di Ødegaard al 75′). Al momento dell’ingresso ha ricevuto applausi dal pubblico di casa e, in mixed zone, ha ammesso di avere “le farfalle nello stomaco”.
Il club aveva ufficializzato l’ingaggio del giocatore il 19 agosto 2026 con la formula del prestito iniziale con obbligo d’acquisto: l’esordio in una serata di grande visibilità rappresenta dunque un banco di prova importante sia per il ragazzo sia per la gestione tecnica della rosa.
Le pagelle e le cronache della serata lo hanno valorizzato: Sky Sport gli ha attribuito un 7, mentre testate locali e commentatori hanno segnalato una prestazione tra le migliori tra i subentrati. Si tratta di valutazioni lusinghiere e utili per misurare la fiducia intorno al giovane, ma rimangono giudizi soggettivi che non garantiscono continuità di impiego.
Dal punto di vista della rosa, la gara ha visto anche problemi muscolari per Alex Meret — sostituito all’intervallo da Vanja Milinković‑Savić (46′) — e per Alisson Santos, uscito intorno al 58′ e rilevato da Vergara. Per entrambi non è stato diffuso al momento un bollettino medico con prognosi definitiva: gli accertamenti strumentali sono attesi nelle ore e nei giorni successivi e definiranno l’impatto sui piani di rotazione.
Il valore simbolico dell’esordio resta significativo: trasformare un ingresso positivo in una presenza stabile richiederà continuità nelle prestazioni, lavoro quotidiano al Centro Tecnico di Castel Volturno e scelte chiare dello staff tecnico. Applausi e pagelle alte contribuiscono a costruire fiducia, ma la conferma arriverà dalle convocazioni future e dai minuti concessi con regolarità in campionato, Coppa Italia e competizioni europee.
Per ora l’esordio di Favasuli è un passo importante nella sua integrazione in prima squadra: la strada per consolidarsi passa da ripetibilità delle prestazioni, adattamento ai diversi contesti tattici e dalla valutazione continua dello staff tecnico, anche in funzione dell’evoluzione dello stato di salute della rosa.
