Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) ha ufficialmente riavvicinato Marco Favasuli dopo la parentesi al Bari: la mossa riaccende il dibattito tattico su dove possa rendere al massimo e quale sia l’unico difetto che gli osservatori continuano a segnalare.

Gli elogi non sono casuali. Molti osservatori, Mauro in testa, parlano di un giocatore «fortissimo»: rapidità di piedi, progressione palla al piede e capacità di collegamento tra le linee sono qualità che saltano all’occhio sia sul campo che negli allenamenti al Centro Tecnico di Castel Volturno. Favasuli porta con sé una combinazione di dribbling utile per sfondare sull’esterno e intuizione nelle traiettorie che ne fanno un’alternativa credibile per i meccanismi offensivi del Napoli.

Da un punto di vista tattico, nel 4-3-3 che ha reso i Partenopei così riconoscibili, il suo inserimento può avvenire in più modi senza stravolgere gli equilibri. La soluzione meno traumatica è collocarlo come esterno offensivo di destra, dove può sfruttare le sue qualità individuali in conduzione e al tempo stesso imparare i tempi delle ripieghe difensive richieste dal sistema. Un’altra ipotesi credibile è adattarlo a mezzala avanzata in una fase di possesso stabile: lì la sua abilità nel trovare ricezioni in spazi stretti e inserirsi tra le linee può diventare un valore aggiunto per le verticalizzazioni verso la punta.

È però sul lato più sottile del suo profilo che si concentra l’avvertimento degli osservatori. Tutti concordano su un solo difetto: non tanto una carenza tecnica strutturale, quanto una gestione dei momenti delicati del match che può sfuggire. In pratica si tratta di qualche episodio di calo di concentrazione o di scelte impulsive in fase di non possesso, aspetti che emergono in frangenti di alta intensità e che, secondo chi lo ha seguito, Allegri conosce bene. Non è un problema insanabile, ma diventa criterio discriminante quando si confronta il minutaggio a disposizione in una rosa competitiva come quella degli Azzurri.

La sfida per il Napoli sarà quindi doppia: valorizzare i pregi evidenti di Favasuli senza esporlo a ruoli che amplifichino il suo difetto. Un percorso graduale, tra turn-over e lavoro specifico a Castel Volturno, sembra la strada più sensata. Sullo Stadio Diego Armando Maradona peserà poi il giudizio della tifoseria, pronta a innamorarsi dei gesti vincenti ma anche a chiedere concretezza nei momenti chiave. Se il club riuscirà a modulare impiego e responsabilità, Favasuli può diventare un’arma vera per il 4-3-3; se no, quel piccolo limite continuerà a ritagliargli un ruolo da comprimario in una squadra che chiede certezze ogni novanta minuti.