Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli): Marelli spiega che la mano di Lobotka è stata valutata, ma il VAR non è intervenuto, chiarendo il criterio tecnico dietro la decisione.
Il tema è rimasto centrale nel post-partita: la tifoseria ha contestato l’assenza di intervento, e Marelli è intervenuto per ricostruire le operazioni in sala VAR. Secondo l’arbitro/commentatore, l’episodio è stato effettivamente rivisto, ma non è stata ravvisata una discrepanza così evidente tra ciò che si vedeva al momento e la decisione dell’arbitro in campo da giustificare un intervento correttivo.
Nel linguaggio operativo del VAR il principio guida è quello dell’errore chiaro e palese: se la valutazione del direttore di gara rientra in una gamma di interpretazioni possibili, la procedura non impone la sostituzione del giudizio on-field. Marelli ha rimarcato che la sala ha esaminato l’azione alla ricerca di elementi oggettivi — come una deviazione intenzionale, la distanza tra i giocatori o una modifica evidente della traiettoria — ma non è emersa una prova incontrovertibile per ribaltare la decisione.
Per Napoli la questione resta però sostanziale sul piano emotivo e competitivo. Gli Azzurri e la loro tifoseria hanno visto nell’episodio un’occasione persa per ottenere un vantaggio o quantomeno una revisione che potesse chiarire il destino della singola azione. La percezione di incoerenza nelle scelte VAR è alimentata non tanto dalla singola decisione quanto dalla difficoltà di capire perché alcuni episodi vengano rivisti e altri no.
Il nodo, sul campo e fuori, è la trasparenza delle procedure. Un chiarimento tecnico firmato da chi gestisce la sala VAR aiuta, ma non elimina la frustrazione se non si accompagnano quei chiarimenti a più visibili spiegazioni sull’errore considerato «non palese». Per la tifoseria del club campano il rischio è che la fiducia nel sistema resti debole finché non si amplifica la comunicazione sulle motivazioni di chi non interviene.
Resta da vedere se la vicenda produrrà richieste formali o solleciti da parte della società per chiarire i criteri applicati; intanto il dibattito resta aperto e la domanda pratica è semplice: come evitare che episodi di questo tipo colorino di rabbia un risultato e la percezione del valore arbitrale? La risposta passa per scelte tecniche e di comunicazione che la lontananza fra campo e tifoseria oggi rende ancora troppo ampia.
