Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli): invitare i tifosi inglesi a non indossare magliette e a evitare il centro rischia di danneggiare l’immagine internazionale del club.

La breve direttiva rivolta al pubblico ospite, resa nota nei giorni prima della partita col club inglese, è nata con l’apparente intento di prevenire tensioni e accelerare la gestione dell’ordine pubblico. In parallelo il presidente ha emanato dettami interni che hanno aumentato la percezione di una situazione sotto pressione. Sono azioni comprensibili dal lato organizzativo, ma sbagliate sul piano comunicativo: dire a qualcuno «non venite nel cuore della città» è un messaggio che, su scala globale, suona più come monito di pericolo che come garanzia di sicurezza.

Il rischio pratico e reputazionale è concreto. Un invito del genere non si limita a incidere sul flusso dei tifosi: arriva agli schermi internazionali, ai follower stranieri e agli sponsor che valutano il brand. I reportage televisivi e i commenti sui social riproducono immediatamente l’immagine di una città da cui tenersi alla larga. Inoltre il clima in Stadio Diego Armando Maradona può risentirne: meno tifosi in centro significa meno tifoseria che vive il pre-match, meno atmosfera nei bar e nelle strade, un coro meno naturale che finisce per impoverire l’evento sportivo.

Ci sono alternative a impatto minore e più efficaci. Una strategia basata sulla collaborazione tra club, forze dell’ordine e le società ospiti — con servizi di fan liaison multilingue, percorsi consigliati, fan zone controllate e indicazioni chiare su orari e punti di accesso — comunica cura senza criminalizzare l’ospite. Il messaggio può essere costruito attorno a «consigli utili per una giornata serena» invece che attorno a divieti che evocano rischio. Coinvolgere la tifoseria locale, compresi i settori come Curva A e Curva B, per iniziative di accoglienza e rispetto reciproco contribuisce a proteggere l’ordine senza dare al mondo l’immagine di una città ostile.

La Società Sportiva Calcio Napoli (SSC Napoli) deve bilanciare due priorità: la sicurezza fisica e la tutela della propria immagine internazionale. È una sfida che non si risolve con ordinanze estemporanee ma con pianificazione, linguaggio calibrato e ospitalità strategica. In partita così importanti, la comunicazione è parte dell’evento: è quella che trasforma una serata di calcio in una festa; o, se malgestita, in un incidente d’immagine che il club pagherà a lungo.

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