Calciatore ucciso a Milano: chiesta conferma ergastolo per madre e figlio

Sviluppi nel caso della morte di Andrea La Rosa, ex calciatore e dirigente sportivo ucciso a Brugherio nel novembre 2017. La Procura generale della Cassazione ha infatti chiesto il rigetto dei ricorsi e la conferma della condanna all’ergastolo per madre e figlio del giocatore (Antonietta Biancaniello e Raffaele Russo), così come stabilita dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano.

L’omicidio risale al 14 novembre 2017 in via Cogne 20, a Brugherio, comune della provincia di Monza e Brianza. Mamma e figlio avrebbero ucciso La Rosa nella cantina dell’appartamento per questioni legate al denaro: i due, infatti, secondo la ricostruzione avrebbero dovuto restituire un’ingente quantitativo di soldi da lui prestati.

La discussione si è incentrata sui ricorsi dei difensori degli imputati, gli avvocati Corrado Limentani ed Ermanno Gorpia. Il primo ha presentato la motivazione del “travisamento della prova in relazione all’omessa qualificazione del reato di omicidio nelle ipotesi di tentato omicidio e omicidio colposo”, sostenendo che Biancaniello era “certa” che La Rosa, narcotizzato e accoltellato, fosse morto quando fu spinto in un fusto di benzina ritrovato poi nel bagagliaio dell’anziana.

Gorpia ha invece chiesto alla Suprema Corte di accogliere il ricorso e rinviare a un processo d’appello bis disponendo la perizia psichiatrica su Rullo per stabilire la sua capacità di intendere e di volere al momento del fatto. La decisione del collegio della prima sezione penale, presieduto da Angela Tardio potrebbe arrivare in serata.

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