Rigore al Napoli, e il Maradona tuona: “Mazzocchi! Mazzocchi!”. La curva azzurra non vuole storie, reclama il suo uomo per il fendente decisivo.
Succede tutto in un lampo. Palla in rete, no, traversa? Non importa: i 50mila del Diego Armando hanno già eletto il rigorista dei loro sogni. Pasquale Mazzocchi, terzino con il cuore in mano, quello che corre come un matto e non molla mai.
Non è un caso. Basta con gli errori dal dischetto, basta con i soliti nomi che tremano. I tifosi partenopei sono stufi: dopo i flop recenti, pretendono uno tosto, uno vero. Mazzocchi, salernitano doc ma napoletano nell’anima, incarna quel fuoco che ci vuole.
“La curva mi ha gasato da morire, è il tifo più bello del mondo”, dice Pasquale a fine partita, con quel sorriso sornione che spacca. E ha ragione: quel boato non era solo un coro, era un ultimatum a Spalletti.
Pensa: Osimhen là davanti a segnare gol pesanti, Kvara con la sua magia, ma per i rigori? La piazza indica Mazzocchi. Uno che non si tira indietro, che ha il polso del San Paolo – pardon, Maradona – come pochi.
E se fosse lui il jolly? Dopo le polemiche con i vari Politano e compagnia, i tifosi azzurri ribollono. Vogliono garanze, non promesse. Mazzocchi ha freddezza da vendere, provata in B e in cadetteria, ma qui è Serie A, è Scudetto.
La tensione sale. Spalletti ascolta? La società interviene? O continuiamo a litigare sui social per un penalty buttato?
Ditecelo voi, curve: Mazzocchi dal dischetto sì o no? Fate casino qui sotto, Napoli ha bisogno di voci come le vostre.
