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Castel di Sangro, l’incertezza su McTominay accende i dubbi sul centrocampo del Napoli dopo l’infortunio in allenamento

Di Sabino Pardi7 Agosto 2026 - 20:3527 secondi fa 3 min di lettura
Castel di Sangro, l’incertezza su McTominay accende i dubbi sul centrocampo del Napoli dopo l’infortunio in allenamento

Scott McTominay si ferma durante il ritiro del Napoli, ma i tifosi possono tirare un sospiro di sollievo: niente di grave per il centrocampista scozzese. È successo proprio sul finire della partitella a metà campo durante l’ottavo giorno di lavoro a Castel di Sangro, quando McTominay si è dovuto fermare subito dopo una conclusione verso la porta. La causa? Vesciche ai piedi, un fastidio che già gli aveva dato filo da torcere nei giorni scorsi.

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Come emerge da quanto riportato da www.areanapoli.it, lo staff medico azzurro ha subito valutato la situazione ed è chiaro che non si tratta di un infortunio muscolare o articolare, bensì di un problema superficiale destinato a non condizionare il lavoro del calciatore. Allegri può così continuare a preparare la squadra senza perdere una pedina fondamentale del centrocampo, in vista della nuova stagione che si avvicina veloce.

Ma proprio questo piccolo incidente deve far riflettere il popolo azzurro. Il ritiro del Napoli non è mai una passeggiata; ci sono sempre quei dettagli minimi che possono diventare un campanello d’allarme. McTominay non è certo uno di quei giocatori che si risparmiano in campo, e già immaginarlo limitato – anche se per una banalità come questa – genera un certo nervosismo tra i tifosi. Perché il Napoli ha bisogno di ogni elemento della rosa al massimo della condizione, in un’annata che si preannuncia più combattuta che mai.

La notizia, riportata in origine da www.areanapoli.it, sottolinea anche un aspetto che in pochi considerano: la gestione degli infortuni e dei piccoli acciacchi è una partita a sé nel calcio moderno. Se non si cura quel fastidio oggi, rischi domani di avere un problema più serio, che può pesare su scelte tecniche e sulla tenuta fisica dell’intero gruppo. McTominay è un pilastro della mediana, quel tipo di giocatore che aiuta Allegri sia in fase di interdizione che di costruzione; perderlo anche solo per qualche giornata sarebbe stato un durissimo colpo.

Quello che emerge da questi giorni di Castel di Sangro è che il Napoli vuole mostrare la massima attenzione ai dettagli, ma anche che la preparazione non è immune da piccoli soste e imprevisti. “Serve chiarezza e rapidità nel gestire ogni situazione”, ripetono molti tifosi nelle discussioni social. Non si può permettere che un problema apparentemente minimo si trasformi in un danno più grave.

In più, questa vicenda fa emergere un interrogativo: quanto la pressione di presentarsi al top all’esordio stagionale pesa su giocatori come McTominay? La pazienza del tifoso azzurro ha un limite, soprattutto quando vedi un centrocampista fermarsi per vesciche e non per un vero infortunio, ma allo stesso tempo sai che il lavoro sul campo richiede sacrifici continui.

Il Napoli ha una rosa di qualità ma anche di ambizioni altissime, e ogni piccolo intoppo fa scattare il campanello d’allarme. Il ritiro estivo è la cartina di tornasole di quanto la società crede nel progetto e nell’obiettivo, ma pure del margine d’errore che si può concedere. McTominay non è un nome qualsiasi: è un elemento su cui Allegri punta molto per garantire quella solidità a centrocampo imprescindibile per reggere i ritmi della Serie A e delle competizioni europee.

Ora la palla passa ai fatti e alla capacità del Napoli di evitare che questi fastidi si tramutino in problemi seri. Il rischio, altrimenti, è quello di arrivare alla prima di campionato con qualche dubbio in più sulla tenuta fisica della squadra. E i tifosi, questa volta, non hanno nessuna voglia di nascondersi dietro al classico “è solo ritiro”.

Perché a Napoli certe piccole cose non restano mai neutre. La domanda, adesso, resta sul tavolo: quanto può reggere il Napoli ai piccoli stop di giocatori chiave senza compromettere il cammino verso una stagione da protagonisti? E soprattutto, nel calcio di oggi, chi può davvero permettersi il lusso di fermarsi?

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