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La Fiorentina sorprende Antognoni: la sua reazione accende il dibattito tra i tifosi azzurri

Di Sabino Pardi7 Agosto 2026 - 16:115 minuti fa 3 min di lettura
La Fiorentina sorprende Antognoni: la sua reazione accende il dibattito tra i tifosi azzurri

La Fiorentina prova a celebrare il suo Centenario con un gesto che suona più come una beffa agli occhi di Giancarlo Antognoni, leggenda viola e campione del mondo 1982. Ritirare la maglia numero 10 solo per un anno? Per l’ex bandiera gigliata è una provocazione che non sta né in cielo né in terra. E così, la sua decisione è netta: niente festa, niente celebrazioni, niente ringraziamenti.

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Come emerge da quanto riportato da www.areanapoli.it, Antognoni ha espresso con rabbia e delusione il suo dissenso verso la scelta del presidente Commisso, peraltro figlio di quel Rocco che ha fatto la storia del club. Il comunicato sulla maglia numero 10 ritirata temporaneamente, una trovata che forse voleva essere innovativa, per lui suona come uno schiaffo. “Dopo cinque anni leggo un comunicato in cui si parla del ritiro della mia maglia. O mi prendono in giro o pensano che sia bischero”, è la sua frecciata.

La vicenda, raccontata inizialmente da www.areanapoli.it, mette sul piatto più di una riflessione, soprattutto a chi, come i tifosi del Napoli, conosce bene l’importanza simbolica di certe scelte. Il numero 10 non è solo un numero, è un’identità, una bandiera. E ritirarlo per una sola stagione sembra quasi volergli togliere peso, quasi a voler annacquare un tributo che meriterebbe più rispetto e continuità. Antognoni non è uno che si fa mettere i piedi in testa, ecco perché ha scelto di non presenziare alle celebrazioni di un Centenario che – secondo lui – non lo rappresenta più.

Il malcontento di un simbolo storico come Antognoni fa riflettere sul valore che si dà ai grandi nomi del passato. E a Napoli, con Maradona eterno nel cuore, si sa quanto sia fondamentale il legame tra club e leggende. Forse la Fiorentina avrebbe fatto meglio a mettere da parte iniziative di facciata e ragionare su un omaggio con radici più profonde e sincere. La piazza viola, come quella napoletana, non perdona chi sottovaluta i sentimenti e la storia dei propri eroi.

“Quel comunicato del presidente mi ha fatto imbestialire”, ha detto in un evento a La Spezia, lasciando chiaramente capire che la sua posizione non è negoziabile. Cinque anni fa Antognoni aveva già preso una decisione, e la proprietà resta la stessa: il rifiuto di partecipare alla festa è la sua risposta, dura e limpida. È un gesto che divide, ma che non sorprende chi conosce il carattere granitico del toscano.

E allora, in un calcio in cui si celebra spesso il passato con fasti più che veri omaggi, questa di Antognoni è una voce autentica e scomoda. Dirà molto anche a noi, tifosi del Napoli, sempre attenti a preservare la memoria dei nostri miti più che a lasciare tutto nascosto in un “anno commemorativo”.

La domanda, adesso, resta sul tavolo: è possibile celebrare la storia di un club senza onorare veramente chi ne ha fatto la leggenda? Per Antognoni la risposta è chiara, e i tifosi, questa volta, non sembrano disposti a far finta di nulla. Perché a Napoli, come a Firenze, certe scelte non restano mai neutre. E forse è proprio questo il dettaglio che può accendere la discussione.

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