Dopo il 2-2 tra Torino e Inter, c’è una nuvola nera che si addensa sopra la panchina nerazzurra: Cristian Chivu fa mea culpa, ma sarà sufficiente? “Eravamo troppo sicuri, abbiamo rischiato di perdere”, ha dichiarato a caldo. E se questo è l’umore del mister, i tifosi iniziano a tremare.
La partita sembrava sotto controllo, ma i granata hanno messo il turbo e hanno saputo colpire nel momento giusto. Chivu commenta: “Avevamo tutto in mano, poi hanno messo un po’ più di energia e, bam, il primo gol ci ha fatto tremare. Siamo stati troppo passivi”. Non è di certo quello che i tifosi della Beneamata vogliono sentire. L’idea di un’Inter imballata è un brutto presagio, soprattutto con lo scudetto che si fa sempre più lontano.
“Ho dovuto isolare i calciatori negli ultimi giorni?”, si chiede il tecnico. E qui si apre un mondo di discussione. Cosa significa “isolare”? Forse il gruppo non è coeso come si pensava? “Io sono un tecnico e vengo pagato per preparare la squadra”, continua Chivu. Ma la pressione di preparare partite così decisive sembra pesare come un macigno.
Dopo il gol del 2-0 sembrava che tutto fosse in discesa, eppure, in un attimo, la situazione si è capovolta. “Ci sono episodi a sfavore”, ammette Chivu, ma i tifosi non vogliono sentirsi giustificati da sfortune. Ogni punto in questo finale di campionato è fondamentale, e i fischi si fanno sempre più vicini.
Con solo tre partite rimaste, l’Inter ha bisogno di punti: “Vogliamo chiuderla il prima possibile”, afferma il mister. Ma come? Certo, non è semplice fare i conti con la fatica della Coppa Italia e le condizioni fisiche di alcuni giocatori, come il tanto discusso Bastoni. Ma il tempo stringe e i cuori dei tifosi iniziano a vacillare.
E ora la domanda sorge spontanea: l’Inter è davvero in grado di reagire a questa debacle? I sostenitori azzurri non vedono l’ora di esprimere il loro parere, e le polemiche sono già pronte a infiammarsi. La pazienza ha un limite: Chivu sarà in grado di riprenderci? La stagione è in gioco e il pubblico è carico di aspettative. Parliamone, la discussione è aperta!

