mercoledì, Febbraio 18, 2026

Da non perdere

Fabbroni svela il talento dell’Atalanta che potrebbe fare la differenza anche al Napoli

Napoli pronto a riscrivere la storia: la sfida con...

Verona in crisi: Orban squalificato e Serdar out per infortunio al crociato contro il Napoli

Due brutte tegole per il Verona prima di affrontare...

Conte potrebbe tornare alla Juventus? Le riflessioni di Padovan su un possibile nuovo arrivo

#JuventusInRivoluzione: ContePuòTornare? Quando si parla di Juventus, il cuore...
PUBBLICITA

DE ZERBI: “Bloccati a Kiev, preoccupato da morire per i miei giocatori ucraini”

Roberto De Zerbi, allenatore italiano ex Sassuolo ed ora tecnico dello Shakthar Donetsk, è intervenuto nel pomeriggio a Radio Deejay direttamente dall’Ucraina, dove è attualmente bloccato con alcuni giocatori della sua squadra per via dell’invasione delle armate russe.

“Siamo in contatto con l’ambasciata italiana a Kiev – ha spiegato -. Ci hanno consigliato di restare fermi in hotel: le strade sono bloccate, le scorte di cibo e di benzina sono insufficienti. Uscire e mettersi in viaggio sarebbe molto pericoloso”.

“Mercoledì notte abbiamo sentito i bombardamenti, ma anche stanotte – prosegue -. Finora ci tranquillizzano dicendo che ai civili non succede niente, ma la verità è che nessuno si è mai trovato in situazione del genere”.

“In hotel sono rimasto io e i miei giocatori brasiliani. Non c’è nessuno del club – aggiunge -. Io sto con i ragazzi più giovani per far dargli sostegno e fargli vedere che ci siamo. Abbiamo tutti paura. Ma non possiamo permetterci di mettere la paura davanti alla vita”. 

“Mi preoccupa da morire la situazione dei miei giocatori ucraini – ha rivelato De Zerbi – Ci sono ragazzi anche di 18/20 anni che potrebbero essere chiamati alle armi. Mi fa impazzire non poterli aiutare in nessun modo. Il nostro è un gruppo unito”.

“Onestamente qui negli ultimi giorni nessuno si aspettava un attacco. Non so il perché, ma è vero che nessuno se lo poteva immaginare. Due giorni fa mi avevano persino confermato che al 70% si sarebbe giocata la prossima partita di campionato, a Kharkhiv. L’ambasciata ci aveva detto di lasciare il paese, ma io sono un allenatore: se la stagione prosegue non posso abbandonare”, ha concluso.